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Bosco Ospizio, la denuncia delle famiglie: «Nessuno ha pensato ai bambini della scuola La Villetta, tra ruspe e polizia»

Alice Tintorri
Bosco Ospizio, la denuncia delle famiglie: «Nessuno ha pensato ai bambini della scuola La Villetta, tra ruspe e polizia»

Reggio Emilia: la domanda di un papà: «Qualcuno si è chiesto cosa significhi per decine di bambini di tre, quattro e cinque anni entrare a scuola trovandosi a pochi metri da un cantiere oggetto di proteste, tensioni e continue discussioni pubbliche?»

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Reggio Emilia Forze dell’ordine, manifestanti e... bambini. Via Emilia Ospizio è stata negli ultimi giorni teatro di proteste a causa dell’avvio dei lavori per il progetto di riqualificazione nell’area di Conad. Da una parte gli ambientalisti, dall’altra carabinieri, camionette, agenti in divisa antisommossa, polizia locale. Le grida «assassini, assassini», gli escavatori al lavoro per l’abbattimento degli alberi. Una situazione che non è passata inosservata a nessuno. Nemmeno ai bambini della scuola dell’infanzia La Villetta, che senza volerlo, con il caos di questi giorni sono costretti a conviverci: l’asilo, infatti, condivide la strada con la manifestazione.

Controllare che tutto filasse liscio è stato il primo pensiero dei vertici dell’Istituzione Nidi e Scuole dell’Infanzia. Il presidente Federico Ruozzi e il direttore Nando Rinaldi, mercoledì si sono recati nelle aule della Villetta, per controllare come bambini e insegnanti stessero vivendo la situazione, del tutto fuori dall’ordinario. «Non siamo stati avvisati, ma per ora non c’è nessuna criticità: le attività proseguono e sono state installate barriere anti-rumore» avevano spiegato appena usciti dalla scuola d’infanzia. La polemica però serpeggia. La domanda sottostante è semplice: è giusto che i più piccoli vivano tutto questo? «Si è parlato di politica, di ambiente, di urbanistica e di ordine pubblico. Si è dato spazio alle posizioni degli amministratori, degli attivisti, delle aziende e delle istituzioni. Ma chi si è chiesto cosa significhi per decine di bambini di tre, quattro e cinque anni entrare a scuola trovandosi a pochi metri da un cantiere oggetto di proteste, tensioni e continue discussioni pubbliche? ». La domanda arriva dal papà di un bambino di tre anni e mezzo, iscritto alla scuola dell’infanzia La Villetta, che ha scelto di restare anonimo «per la tutela della propria famiglia e del proprio figlio».

«Come molti genitori, il mattino di mercoledì ci siamo trovati davanti ad auto delle forze dell’ordine, agenti in tenuta antisommossa e una situazione insolita per il contesto in cui, ogni giorno, accompagniamo i nostri figli – prosegue –. Per un bambino può essere qualcosa di difficile da comprendere, fonte di timore, confusione o di disagio. Non si tratta di prendere posizione a favore o contro il cantiere, né di entrare nel merito delle scelte politiche o amministrative. Si tratta semplicemente di porre al centro una domanda che fino ad oggi sembra essere rimasta senza risposta: la tutela e la serenità dei bambini sono state considerate adeguatamente?». Tra le numerose questioni poste, ce n’è una che torna: «Qualcuno ha ritenuto opportuno informare preventivamente le famiglie? O ancora più semplicemente l’istituto?».

Evidentemente, no. Eppure, ricorda l’uomo nella lettera, la città ha dimostrato in più occasioni di sapersi organizzare, con misure straordinarie, modifiche della viabilità e dispositivi di sicurezza. Ironia della sorte, il caso più eclatante è quello della visita della principessa Kate Middleton agli “asili più belli del mondo”. «I bambini non partecipano ai consigli comunali, non rilasciano interviste e non hanno la possibilità di far sentire la propria voce. Per questo motivo spetta a noi genitori ricordare che, accanto a ogni discussione politica, economica o ambientale, esiste anche la responsabilità di tutelare chi è più vulnerabile. E oggi ho l’impressione che proprio loro siano stati i grandi assenti di questo dibattito. In questi mesi – si conclude così la lunga nota – si è chiesto cosa pensassero politici, ambientalisti, istituzioni e aziende. Forse è arrivato il momento di chiedersi anche cosa vedono ogni mattina i bambini che entrano alla scuola La Villetta».  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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