Morte di Mena Istafanous, il direttore del Centro di salute mentale incontrerà la famiglia
Reggio Emilia, è stato fissato il funerale, che si svolgerà in forma privata
Reggio Emilia «I familiari di Mena Istafanous sono stati contattati dal professor Galeazzi dell’Ausl: si è detto molto dispiaciuto per l’accaduto e si è messo a disposizione, insieme alla sua équipe, per un incontro con i congiunti del 26enne, una volta passato il periodo di lutto. Un bel segnale di attenzione per i congiunti, che hanno molto apprezzato. I familiari sono stati informati anche della facoltà di poter usufruire del servizio gratuito di supporto psicologico per chi subisce un evento post traumatico da stress».
Ad annunciare la telefonata è stato l’avvocato Franco Beretti, prima difensore del 26enne e ora legale di fiducia di padre, madre e sorella del giovane che si è tolto la vita nel carcere della Pulce venerdì 2 ottobre, una settimana dopo aver compiuto il raptus al distributore.Il pm Giulia Galfano, che ha aperto un’indagine (per ora contro ignoti) con l’ipotesi di reato di istigazione al suicidio, ha fatto eseguire l’autopsia all’Istituto di Medicina Legale di Modena. L’esito dell’esame autoptico sarà relazionato dal dottor Franco Marinelli, incaricato dalla Procura di Reggio Emilia; non hanno presenziato altri consulenti di parte. «Riponiamo la massima fiducia nella Procura - ha spiegato l’avvocato Beretti -. Siamo certi che l’autorità giudiziaria farà il possibile per accertare l’accaduto e noi seguiremo da vicino l’indagine. È ovvio che i familiari, che in questi giorni preferiscono il silenzio, sono interessati a riabilitare la memoria di Mena».
Al di là degli sviluppi dell’indagine sul decesso dietro le sbarre - il Dipartimento di polizia penitenziaria ha aperto un’inchiesta interna parallela -, secondo l’avvocato Beretti «il vero tema è il disagio psichiatrico e come gestirlo, affinché l’accaduto non si ripeta in futuro. Mena era sotto la custodia dello Stato». Su questo aspetto il professor Gian Maria Galeazzi, direttore del Dipartimento Salute Mentale e dipendenze patologiche dell’Ausl, ha spiegato alla Gazzetta di Reggio come nel 2025 a Reggio si siano contati 25mila accessi al Csm (il centro di salute mentale): una persona su otto soffre di disturbi psichici, spesso subendo lo stigma della vergogna, tanto che c’è la necessitò di potenziare la rete dei servizi. Un numero elevatissimo, che impone una riflessione non solo alla giustizia ma all’intera società. Intanto ieri, ad autopsia conclusa, è arrivato il nulla osta della Procura che ha restituito il corpo di Mena alla famiglia. Il funerale è stato fissato e si terrà in forma privata. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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