Travolto da un furgone, perde la gamba a 77 anni: «La mia vita è cambiata per sempre»
Reggio Emilia, nel 2023 un pedone era quasi arrivato alla fine delle strisce in via Papa Giovanni. Il camionista di 55 anni è a processo per lesioni personali stradali gravissime
Reggio Emilia Travolto da un furgone mentre attraversava le strisce pedonali, un reggiano di 77 anni ha dovuto subire l’amputazione della gamba sinistra. In sedia a rotelle, l’uomo è presente ad ogni udienza e ha partecipato anche ieri al processo davanti al giudice Sarah Iusto a carico del conducente italiano di 55 anni, residente in città, che deve rispondere del reato di lesioni personali stradali gravissime.
Il 27 marzo 2023 in via Papa Giovanni XXIII, a Ospizio nella zona del Campo di Marte 2, il pedone si trovava vicino a casa. Stava camminando per raggiungere l’altro lato della carreggiata, dove aveva parcheggiato la sua auto, quando un Fiat Iveco Daily che proveniva dal centro e viaggiava in direzione di via Einstein lo ha investito, provocando un politrauma con amputazione totale della gamba e un’emorragia con frattura cranica, per fortuna superata. Il ferito è rimasto ricoverato in ospedale per mesi. Nulla da fare per l’arto, risultato inservibile: il 77enne è rimasto mutilato. Il 55enne alla sbarra secondo l’accusa ha agito con «negligenza e imperizia» per «non aver concesso la precedenza al pedone, per non essere stato in grado di arrestare il veicolo dinanzi all’ostacolo prevedibile, per aver condotto il veicolo in pessime condizioni di manutenzione e con l’impianto frenante manomesso», particolare del quale il guidatore «era necessariamente consapevole».
Una serie di irregolarità tali «da non garantire la sicurezza stradale». Secondo l’avvocato di parte civile Anna Vio «il mezzo del 1996 era uno sfacelo: le batterie erano collegate con i morsetti, il serbatoio legato con i fili di ferro, la vaschetta dell’olio vuota, i freni posteriori fuori uso. Non si comprende come un veicolo in quelle condizioni abbia potuto circolare e perfino superare, due mesi prima, la revisione. In sede civile, insieme all’avvocato Lorenza Longobardi, abbiamo depositato due accertamenti tecnici irripetibili, tentando una conciliazione». Il problema è che l’assicurazione del furgone, «un’agenzia croata con filiale a Trieste, non vuole pagare i danni», quantificati dalla parte civile in 811mila euro. Da quell’istante fatale - «ero quasi arrivato alla fine delle strisce» - la vita del 77enne e quella dei suoi cari è cambiata per sempre.
«Avevo una vita attiva. Gestivo un’attività da artigiano: ho dovuto chiudere. Amavo fare passeggiate e ballare il liscio. Ho dovuto trasferirmi da mia figlia e da suo marito, che mi assistono di continuo e che hanno dovuto trovato una casa congeniale alla mia disabilità. Finora go speso 50mila euro per una protesi che non riesco a portare: fa troppo male». «Purtroppo, come ha detto nell’immediatezza il 55enne, si sono rotti i freni anteriori - replica l’avvocato difensore Costantino Diana (studio Cataliotti) - L’accaduto non è dipeso dalla volontà del mio assistito, che ha espresso più volte dispiacere e che non avrebbe mai immaginato le conseguenze». l© RIPRODUZIONE RISERVATA
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