Corte del Traghettino, nuove intrusioni dopo la caduta del 13enne. Il sindaco: «Non entrate, è pericolante»
Cadelbosco Sopra: il ragazzino si era ferito durante una perlustrazione. L’immobile è pericolante con tanto di cartellonistica
Cadelbosco Sopra La Corte del Traghettino torna all’attenzione della cronaca. L’antico complesso agricolo ai piedi del Crostolo, abitato fino alla seconda metà del ’‘900 e ora fatiscente, era stato di recente teatro di un grave infortunio: vittima un ragazzino di 13 anni precipitato dal pavimento di uno degli edifici ivi presenti che ha ceduto sotto il suo peso. Negli ultimi giorni si sono registrate altre pericolose intrusioni, testimoniate anche da alcune foto postate sui social. «Non mettetevi in pericolo entrando in un immobile dove la cartellonistica dice di non entrare perché è pericolante».
L’invito arriva ora direttamente dal sindaco Marino Zani. «L’area è proprietà privata e l’azienda che la possiede si è attivata per metterla in sicurezza il più possibile con la cartellonistica che indica il pericolo e la recinzione», spiega ancora il primo cittadino. La corte però è molto estesa e la recinzione, pur presente, in diversi punti è manomessa. «È un problema anche per noi – racconta Diego Barosi, amministratore delegato dell’azienda agricola proprietaria mentre ci accompagna dentro l’area –. Purtroppo, divieti, sbarre e recinzioni non vengono rispettate. I ragazzi arrivano dal lungo Crostolo in bicicletta ed entrano. Ma ci sono anche persone che la usano come discarica. Una volta abbiamo persino trovato dei trattori: erano stati rubati a Guastalla e i ladri avevano pensato di nasconderli qui».
La Corte fa parte di un’ampia proprietà della Società agricola Sagri, che fa capo al mantovano Gruppo Saviola. Si tratta, ci dice Barosi, di circa 250 ettari di terreno, costellati di campi coltivati a frumento, ma anche di alcuni edifici agricoli e stalle, tra questi anche la Corte del Traghettino. Il complesso è di origini medievali e per questo sotto tutela da parte della Soprintendenza. È stato di recente inserito anche tra i beni del censimento dei “Luoghi del Cuore” del Fai. «Tempo fa per ridurre i pericoli avevamo chiesto di potere abbattere parte degli edifici – spiegano ancora dalla proprietà –, ma il vincolo ce lo ha impedito. Recuperare l’immobile? È impensabile, ci vorrebbero decine di milioni di euro». Dunque la situazione della Corte pare bloccata così e nonostante i divieti e l’incidente del giugno scorso, che ha visto il ragazzino 13enne trasportato in elicottero all’ospedale di Parma, le intrusioni nell’area proseguono. Per quel ragazzo poi, per fortuna, la gravità si è ridimensionata a traumi guaribili in pochi giorni. Ma il pericolo resta, tanto che l’invito alla prudenza arriva dallo stesso sindaco. «La struttura fa parte delle radici storiche di Cadelbosco Sopra, l’interesse si può capire – dice Zani –. Ma è chiaro che la struttura è privata e gode di una fortissima tutela. L’invito è a non mettersi in pericolo. Una regola che vale in generale. Serve una presa di responsabilità e di coscienza da parte di tutti noi nel promuoverne il rispetto tra i nostri ragazzi, anche nei momenti di divertimento e spensieratezza. È senz’altro di interesse andare a vedere la Corte, ma è anche altrettanto necessario stare all’esterno dell’area recintata e rispettare le norme anche del buon senso». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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