Sotto Broletto ha aperto la Casa del mare. Il titolare: «Date fiducia al centro storico»
Dopo 18 anni trascorsi in giro per il mondo, Marco Montanari sceglie di aprire a Reggio Emilia. «La mia è una bottega di prossimità». E punta su vini e distillati di qualità
Reggio Emilia Sotto Broletto si è accesa l’insegna della “Casa del Mare”, un locale che propone pesce, vini e distillati di qualità, senza troppe formalità. Una scommessa commerciale che è anche una dichiarazione d’amore per Reggio Emilia. A farla è Marco Montanari. La sua storia, del resto, è tutt’altro che ordinaria. Prima di diventare oste, come ama definirsi, Montanari ha trascorso 18 anni in giro per il mondo, lavorando come esperto internazionale nell’ambito di missioni dell’Unione Europea. Dall’Afghanistan alla Georgia, fino al Niger, si è occupato di osservazione elettorale, formazione delle forze di polizia e rafforzamento delle istituzioni. In seguito, c’è stata anche l’energia per una breve parentesi politica, con la candidatura al Senato per il Movimento 5 Stelle nel 2018, prima della rottura con il partito. Poi è arrivato il desiderio di cambiare completamente vita. «Volevo smettere di girare il mondo e ritirarmi in campagna. Mi piaceva l’idea di fare qualcosa che non avevo mai fatto. Ma sarei stato un pessimo agricoltore» ammette.
Il primo progetto
Così è nato il progetto di una distilleria, con l’ambizione iniziale di produrre whisky. Per imparare il mestiere Montanari è andato in Piemonte, a conoscere i segreti della grappa, e in Francia, sulle tracce del cognac. Il progetto aveva cominciato a prendere forma nella Bassa parmense, insieme a un socio. Poi il Covid ha cambiato tutto. Da quell’imprevisto è nata una nuova strada, che ha portato ad abbinare il mondo dei distillati a quello del pesce, con lo stesso socio, quell’Ajoldi che nel Parmense ha tre locali. Fino alla decisione di aprire a Reggio Emilia, la sua città. E proprio in centro storico. Una sorta di «fish & gin», dice.
Perchè Sotto Broletto
«Mia nonna abitava in piazza Scapinelli e la sua amica vendeva sementi in piazza Casotti. Io sono sempre stato qui. Per me questo è l’ombelico del mondo». Ecco perché aprire qui ha il sapore di un ritorno a casa. La Casa del Mare nasce con una filosofia precisa: puntare sulla qualità, eliminando tutto ciò che è superfluo. «Mi sono ispirato un po’ al modello Ryanair: togliere gli orpelli e lasciare quello che conta. Qui non ci sono tovaglie e formalità. La qualità deve essere nel piatto e in quello che si beve». E così il pesce viene servito in vassoi e piatti realizzati con materiali riciclabili, mentre i bicchieri sono in Tritan, un materiale riutilizzabile. Anche sulla definizione di cosa è “La casa del mare” l’idea è chiarissima e ha significato preciso: «Non siamo un bar, siamo un negozio di prossimità. Vogliamo costruire un rapporto con chi viene da noi». E poi c’è il vino, altra grande passione di Montanari. «Non sono un sommelier, non ho fatto corsi da barman. Sono un oste principiante, ma ho tanti amici sparsi per il mondo che hanno buon gusto e mi suggeriscono prodotti interessanti». La carta nasce così, attraverso incontri, viaggi e rapporti personali con piccoli produttori. «La mia idea è quella di una cantina senza stress. Essere una specie di filo di Arianna nel labirinto del vino» spiega. La sfida più grande, però, è la scelta del centro storico. E pur vedendo le difficoltà che vive, non vuole unirsi al coro di chi considera il cuore della città ormai destinato al declino. «Io sono cresciuto nella Reggio degli anni Ottanta. Per noi che eravamo adolescenti allora, è chiaro che vedere certe situazioni fa sanguinare il cuore. Ma ci sono altre persone che stanno aprendo attività nuove, progetti di qualità. Ai reggiani dico: veniteci, date fiducia alla città». E cita Gramsci: «Al pessimismo della ragione dobbiamo attaccare l’ottimismo della volontà». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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