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Caso Reggio Children, il ministro Nordio: «Clima di antisemitismo strisciante»

Marco Costanzini
Caso Reggio Children, il ministro Nordio: «Clima di antisemitismo strisciante»

Il ministro della Giustizia è intervenuto nel corso della trasmissione “Ping Pong” su Rai Radio1

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Reggio Emilia Mentre la visita della delegazione di insegnanti israeliani al Centro internazionale Loris Malaguzzi prosegue come in una bolla di isolamento, il clima attorno resta incandescente. Se, da una parte, Comune e Reggio Children scelgono la strada del silenzio, sul fronte della politica il dibattito si alimenta con nuove polemiche.

Le parole di Nordio

Sul “caso Reggio Children”, sconfinato ormai da giorni ben oltre il territorio provinciale, si è espresso anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio in un intervento nel corso della trasmissione “Ping Pong” su Rai Radio1. «Sono d’accordo al 101% con il rappresentante della comunità ebraica di Milano e anche con quella di Roma, di cui mi onoro di essere amico. L’antisemitismo oggi sta assumendo varie forme», ha detto il Ministro, interpellato sul documento di Reggio Children in cui si chiedeva ai docenti invitati di prendere le distanze da ogni genocidio definito “metodo da Tezo Reich” dal rappresentante della comunità ebraica di Milano Walker Meghnagi. «Vorrei rimandare i gentili ascoltatori a un editoriale molto importante di oggi (ieri, ndr) di Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera, proprio sul fatto che vi è una sottovalutazione di questo antisemitismo strisciante, doloroso e secondo me molto, molto pericoloso – ha proseguito Nordio –. Una cosa è criticare l'attuale politica del governo di Israele e altra cosa è invece mettere in discussione, come purtroppo molti fanno, l'esistenza e il diritto ad esistere dello Stato ebraico. La nostra politica, e anche quello che penso io, è quella dei due popoli e due Stati, ma va detto che vi sono delle organizzazioni anche importanti che negano il diritto all'esistenza dello Stato di Israele. Quando si parla di Palestina dal fiume al mare è un modo per dire che gli ebrei devono essere ricacciati da dove venivano. Tutto questo è dannatamente pericoloso, anche perché alimenta una certa parte di estremismo dall'altra parte della barricata, e finché si andrà avanti così sarà difficile trovare una pace. Quella pace che era molto vicina nell'accordo tra Rabin e Arafat», ha concluso il ministro della Giustizia.

L’audio “incriminato”

Ma un nuovo capitolo della burrascosa vicenda è stato scritto anche da un audio diffuso dal Tgr Emilia Romagna, registrato durante l’acceso Consiglio Infanzia e Città dello scorso 6 ottobre, alla presenza dell’assessora all’Educazione Marwa Mahmoud, del presidente Scuole e Nidi d’Infanzia Federico Ruozzi e del direttore Nando Rinaldi, per parlare proprio dell’arrivo dei docenti israeliani (e di quelli statunitensi, che poi hanno rinunciato, ndr). Un audio in cui la presidente di Reggio Children, Maddalena Tedeschi, rispondendo alle domande dei genitori, spiega che «rispetto a questa situazione nello specifico, abbiamo fatto uno statement in cui si chiede ad ogni persona di prendere le distanze dall’occupazione, dalle politiche di Netanyahu, dall’occupazione dei territori e dal genocidio», aggiungendo: «Le persone che non lo sottoscriveranno non verranno». Parole che hanno fatto tuonare il centrodestra, di nuovo all’attacco dopo l’intervento nel consiglio comunale di lunedì in cui il sindaco Marco Massari aveva assicurato che «Reggio non ha chiesto e non chiede esami politici o religiosi a chi opera nelle scuole di ogni parte del mondo, noi vogliamo costruire ponti di rispetto, incontro e pacce», specificando come «la Carta per un’educazione democratica e partecipata, alla quale il nostro sistema educativo ha lavorato a lungo, non è un documento chiuso ma aperto, un punto di partenza che mette al centro i diritti dei bambini, protagonisti dimenticati di questa storia». 

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