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Il lutto

Muore 14 anni dopo l’incidente in moto: addio a Christian Guastalli

Serena Arbizzi
Muore 14 anni dopo l’incidente in moto: addio a Christian Guastalli

Reggio Emilia: lo schianto nel 2012. La sorella: «Ha affrontato battaglie che avrebbero piegato chiunque»

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Reggio Emilia Si è spento a 53 anni, 14 anni dopo l’incidente in cui era rimasto ferito. Reggio è in lutto per la morte di Christian Guastalli, che in questi anni si è distinto per il proprio coraggio, che lascia un segno indelebile nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo. Christian era finito in un fossato con la moto nell’aprile del 2012, vicino ai laghi di Reggio. Il funerale si terrà oggi alle 9 dalla camera ardente presso la Croce Verde verso la Chiesa di Ospizio “San Francesco da Paola”. L’ultimo viaggio si concluderà a Massenzatico.

«Ci sono persone che, con il loro coraggio, lasciano un segno indelebile nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerle. Mio fratello Christian è stato un guerriero – scrive la sorella Monica –. Un guerriero vero. Da 14 lunghi anni ha affrontato battaglie che avrebbero piegato chiunque. Ha conosciuto il dolore, la sofferenza, la fatica di ogni singolo giorno. Eppure ha continuato a lottare, con una forza che ancora oggi faccio fatica a comprendere. La vita gli ha chiesto tanto. Troppo. Gli ha tolto tanto, ma non è mai riuscita a portargli via ciò che lo rendeva speciale: il suo cuore, il suo coraggio, la sua voglia di vivere e di esserci per gli altri e, soprattutto, il suo sorriso che ha avuto fino all’ultimo respiro. Mio fratello ha smesso di combattere. E io non so come si faccia a salutare qualcuno che ha fatto parte della tua vita da sempre. Non so come si possa accettare che un sorriso, una voce, una presenza diventino improvvisamente ricordi. So soltanto che sono immensamente orgogliosa di lui». «Orgogliosa dell’uomo che è stato, della forza con cui ha affrontato ogni ostacolo, della dignità con cui ha attraversato anche i giorni più difficili. Fratello mio, avrei voluto che la vita fosse stata più gentile con te – va avanti -. Avrei voluto vederti finalmente sereno, senza più dolore, senza più battaglie da affrontare. Hai combattuto oltre ogni limite umanamente possibile. Ora riposa, amore mio. E, ovunque tu stia andando, spero che tu possa finalmente correre, camminare, ridere e sentirti libero da ogni sofferenza. Io ti prometto che racconterò la tua storia, perché una forza come la tua non deve essere dimenticata. Ti amo e ti amerò per sempre, Chicco, fratello mio». l © RIPRODUZIONE RISERVATA

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