Dopo la rapina a I Petali, è caccia aperta alla banda armata di mitra. I commercianti: «Abbiamo paura»
Reggio Emilia Grande apprensione tra i dipendenti dopo l’assalto da Stroili di lunedì sera: «Serve più sicurezza. Le guardie giurate non sono più sufficienti»
Reggio Emilia Caccia aperta ai rapinatori armati di mitra della gioielleria Stroili ai Petali. Da lunedì sera la Squadra mobile della polizia lavora incessantemente per trovare i banditi che hanno assaltato la gioielleria all’interno del centro commerciale. Un colpo choc, curato nei minimi dettagli, anche se la refurtiva è stata minima: la cassaforte del negozio, infatti, era praticamente vuota. Un colpo studiato, si diceva, che ha lasciato grande preoccupazione all’interno del centro commerciale: nessuno pensava possibile che si arrivasse a tanto, anche a vedere una banda armata assaltare un negozio in orario di punta. E se per loro è stato così facile il rischio è che si crei un precedente pericoloso.
«Il nostro negozio è pensato per il peggio - racconta una dipendente di Gold Gallery - in una nostra gioielleria di Guastalla ci sono stati furti e rapine recentemente e quindi i titolari hanno dotato anche il nostro negozio di tutti i sistemi più avanzati, tra telecamere, allarmi e spray che si attivano in caso di intrusione. Ci sentiamo al sicuro ma dopo quello che è successo ieri siamo preoccupati, potevamo esserci noi al posto di quelle ragazze. Purtroppo la vigilanza fa quello che può ma è impensabile che delle guardie giurate che non sono nemmeno armate possano contrastare bande armate di kalashnikov. Pattugliano la galleria, anche il parcheggio. Ma il centro commerciale è grande, le aree esterne pure».
Al momento le indagini sono a un punto cieco. Sono state setacciate le telecamere di sicurezza, sentiti tutti i testimoni, dalle commesse del negozio e delle altre attività della galleria, fino ai clienti. Le uniche tracce lasciate dai rapinatori sono un borsone abbandonato nella gioielleria e - soprattutto - l’auto usata dalla banda per arrivare ai Petali e poi fuggire. Ovvero una Fiat Panda di colore azzurro che è stata ritrovata pochi minuti dopo la rapina in via Cavallotti, a qualche centinaio di metri dal centro commerciale in una zona artigianale. La polizia l’ha trovata abbandonata in un parcheggio con i fanali ancora accesi. La banda è fuggita con un altro mezzo non ancora identificato per depistare ulteriormente le indagini e rendendo inutile ogni testimonianza dei presenti che li hanno visti arrivare ai Petali.
Non più tardi di una settimana fa il centro commerciale aveva annunciato di aver potenziato il sistema di videosorveglianza e di aver introdotto una Security Car (pattuglia) che presidia il parcheggio. Rimane il fatto che disponendo di diversi ingressi ed essendo circondato da parcheggi spesso vuoti, i Petali restano un edificio difficile da tenere sotto controllo. «I vigilanti si vedono passare ogni tanto, ma non è come in altri centri commerciali dove c’è un presidio fisso all’ingresso - commentano Eleonora e Thomas, commessi del negozio Lavazza - Ogni tanto fermano qualche ragazzino per un piccoli furti o risse, ma non si può certo pensare che riescano a fermare una rapina di quel tipo. Ci vorrebbero delle guardie armate a ogni ingresso, così staremmo tutti più tranquilli. E poi i controlli della polizia più frequenti, anche se sono stati davvero veloci ad arrivare lunedì. Noi qui vendiamo capsule per il caffè, non certo preziose come i gioielli. Ma siamo lo steso preoccupati, è normale dopo una cosa del genere»
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