Caso Reggio Children, Massari si prende il peso della crisi: il significato politico delle parole del sindaco
Reggio Emilia, il sindaco ammette l’errore sulla richiesta di una dichiarazione su Gaza alle delegazioni americana e israeliana e si scusa. Ma il suo intervento va oltre: un tentativo di ricucire gli strappi e di tutelare il sistema educativo reggiano
Reggio Emilia Alla fine, arrivano le parole del sindaco Marco Massari. Le ennesime, ma anche – azzardiamo – le più chiare pronunciate sin qui. Al punto che – forse con l’obiettivo di non perdere pezzi per strada, pensiamo all’assessora Marwa Mahmoud o alla presidente di Reggio Children Srl, Maddalena Tedeschi o, last but not least, il direttore della stessa Cristian Fabbi – alla fine lui, Marco Massari si carica la croce sulle spalle... e, se non si prende per intero la colpa di tutto, almeno le scuse le mette nero su bianco.
«Sulla rinuncia della delegazione americana alla visita del nostro sistema educativo – si legge nella nota diffusa nel tardo pomeriggio dalla segreteria del primo cittadino – voglio chiarire la posizione mia e dell’amministrazione che guido. È un fatto – scrive Massari – innegabile, che la complessità della vicenda contemporanea nel contesto medio orientale abbia stimolato un grande dibattito. Nei giorni precedenti alla visita in città delle due delegazioni si è sviluppata infatti una discussione anche aspra, che ha coinvolto molte persone e associazioni sulla drammatica situazione in Palestina e sulle responsabilità del governo israeliano. In questo contesto, sono state ipotizzate alcune soluzioni per assicurare lo svolgimento della visita in un clima di tranquillità e positività». Subito dopo arriva la prima ammissione: «Riconosco che sia stato un errore cercare una concertazione con le due delegazioni attraverso una dichiarazione su Gaza e sui territori occupati, ipotesi successivamente abbandonata. Si sono attivati passaggi interlocutori e informali, condividendo le preoccupazioni e le proposte anche con le referenti delle delegazioni. La delegazione americana ha rinunciato alla visita, quella israeliana invece l’ha confermata ed è presente a Reggio». E di seguito... le scuse, in cui Massari include, senza citarli, tutti coloro che si sono espressi a favore di quella famigerata richiesta di abiura che era indirizzata alle due delegazioni in arrivo.
Ma tant’è: ora che le fughe di chat e vocali sono diventate di dominio quasi pubblico, il danno è comunque fatto (con il forfait della delegazione delle scuole ebraiche nordamericane) e c’è da metterci una pezza, sperando che, ça va sans dire, non risulti peggio del buco. «Come sindaco – scrive sempre Massari – a nome degli attori del sistema educativo coinvolti nell’interlocuzione, voglio scusarmi, soprattutto con chi non si è sentito accolto a Reggio Emilia. L’esito formale di questo percorso complesso, che ha visto la partecipazione di diversi soggetti, ha portato alla presentazione della versione aggiornata della “Carta per un’educazione democratica e partecipata”, documento valoriale in discussione da diversi mesi e già sottoposto a tutte le delegazioni in visita a Reggio Children». Poi, Massari ribadisce un concetto già espresso nella replica al rappresentante della Comunità ebraica di Milano. Solo che stavolta, Massari ha fatto un respiro profondo e ha messo da parte ogni accenno di polemica: «Chi ci conosce sa quanto sia infondata l’accusa di antisemitismo che ci è stata rivolta: la storia delle nostre scuole è una storia di partecipazione, confronto e discussione pubblica. Ma la trasparenza, la sincerità e la consapevolezza del senso profondo di questa vicenda ci impone di apprendere da questa esperienza il bisogno di lavorare per recuperare con tutte le delegazioni il giusto e necessario rapporto. Quanto abbiamo vissuto – conclude Massari – mi spinge a una riflessione, da un lato per fare evolvere l’approccio e le procedure del nostro network educativo e dall’altro per migliorare e rilanciare, insieme alle forze politiche che sostengono la maggioranza, con determinazione l’azione amministrativa per la nostra città». Basterà tutto questo a far tornare il sereno? © RIPRODUZIONE RISERVATA
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