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Discarica di Poiatica, Toano di no alla riapertura. Il sindaco Ruggi boccia l’ipotesi.

Discarica di Poiatica, Toano di no alla riapertura. Il sindaco Ruggi boccia l’ipotesi.

Carpineti, anche Cia è contraria: «La montagna è un patrimonio da valorizzare, non da esporre a nuove criticità»

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Carpineti Il Comune di Toano e gli agricoltori della Cia contro la possibile riapertura della discarica di Poiatica di Carpineti. L’ipotesi di riattivare il sesto lotto dell’enorme sito di conferimento rifiuti gestito da Iren e chiuso nel 2015 ha acceso l’intera montagna, con tante reazioni. A oggi si parla di un progetto, elaborato da Iren e presentato al Comune di Carpineti e all’Unione dei Comuni: prevedrebbe il riempimento del sesto lotto di Poiatica, generato dalla creazione dei lotti precedenti e con una capienza superiore agli 800mila metri cubi, con rifiuti di varie tipologie. Tra cui, con percentuali da valutare, amianto inertizzato e altri prodotti potenzialmente pericolosi.

Iren riconoscerebbe un ristoro economico per l’impatto ambientale. Il sindaco di Carpineti Giuseppe Ruggi ha dichiarato che al momento questa è solo una proposta, che può essere ridefinita e che la scelta passerà comunque dal confronto con la popolazione. Ma la sola voce ha generato enormi tensioni, e non sorprende pensando alle lunghissime battaglie di una quindicina d’anni fa sul tema. Si oppone nettamente il Comune di Toano, per certi versi il grande convitato di pietra.

Poiatica è un’ex cava lungo il corso del fiume Secchia, tra la Capannina di Bebbio e Colombaia; si trova interamente nel territorio di Carpineti ma si affaccia completamente su quello di Toano, sulla zona di Corneto e Cavola. Il sindaco di Toano Leonardo Perugi non usa giri di parole: «Ai sindaci dell’Unione Montana è stata presentata da Iren una bozza di proposta, che non costituisce un progetto esecutivo né una decisione già assunta. Di conseguenza, non è corretto attribuire automaticamente questa ipotesi alla volontà condivisa di tutti i sindaci e, per quanto mi riguarda, desidero chiarire che non rappresenta la posizione del Comune di Toano». Come già ribadito agli altri sindaci montani, «la nostra amministrazione esprime netta contrarietà rispetto a questa ipotesi. Si tratta di una vicenda che interessa direttamente anche il nostro territorio, non soltanto per la vicinanza geografica con Carpineti, ma anche per una storia che ha visto le comunità locali impegnate a lungo nella battaglia per la chiusura della discarica». Inoltre, «si parla di un’area di grande valore ambientale e agricolo, che merita attenzione e tutela. Per queste ragioni, riteniamo che qualsiasi valutazione sul futuro di Poiatica debba tenere conto delle ricadute sui territori coinvolti e delle preoccupazioni delle comunità, senza dare per scontate decisioni che non sono state assunte».

Anche Cia Reggio Emilia, una delle principali associazioni di categoria agricole, è decisamente contraria. A preoccupare, spiega Corrado Lamberti, coordinatore per la Montagna di Cia Reggio Emilia, «sono ricadute sul paesaggio, sull’ambiente e sull’attrattività turistica di questa parte dell’Appennino reggiano». Perché la montagna «è un patrimonio da valorizzare, non da esporre a nuove criticità senza considerare attentamente le conseguenze per il territorio e per chi lo vive ogni giorno. Le aziende agricole, insieme alle altre attività economiche, contribuiscono a mantenere vivo il paesaggio, preservare le tradizioni e garantire la presenza delle persone. È un equilibrio prezioso, che richiede scelte responsabili». Per Lamberti, ogni progetto che incide sul futuro di un territorio «deve essere valutato considerando non soltanto gli aspetti tecnici e amministrativi, ma anche le conseguenze ambientali, sociali ed economiche. In gioco c’è anche la capacità dell’Appennino di attrarre visitatori, valorizzare le proprie eccellenze e sostenere le attività legate al turismo. Chi sceglie di vivere e lavorare in montagna affronta già difficoltà legate alla distanza dai servizi, alla viabilità e alla necessità di mantenere attività economiche in aree spesso fragili – continua –. Queste comunità hanno bisogno di sostegno e di prospettive concrete. Per questo siamo contrari alla riapertura della discarica di Poiatica: il valore del paesaggio, la qualità dell’ambiente e le potenzialità turistiche del territorio devono essere considerati prioritari. La montagna ha bisogno di investimenti e opportunità, non di nuove pressioni che rischiano di comprometterne le prospettive di sviluppo». E prima di tutto, conclude, occorre trasparenza: «La montagna non può essere considerata soltanto in funzione delle esigenze che arrivano da fuori – rimarca Lamberti -. È un territorio in cui le persone investono lavoro, risorse e impegno per mantenere vive le comunità, custodire il paesaggio e costruire nuove opportunità economiche. Una riapertura della discarica rischierebbe di indebolire questa prospettiva». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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