Gazzetta di Reggio

Reggio

La tragedia

Incidente mortale a Cadelbosco Sotto, il conducente 19enne: «Ha attraversato all’improvviso e ho cercato di evitarlo»

Incidente mortale a Cadelbosco Sotto, il conducente 19enne: «Ha attraversato all’improvviso e ho cercato di evitarlo»

José Panizza è stato investito mentre rientrava dalla consueta passeggiata. Il giovane alla guida si è presentato alla Polstrada con l'avvocato. Spunta un testimone oculare.

3 MINUTI DI LETTURA





Cadelbosco Sopra «Quell’uomo ha attraversato la strada all’improvviso: io lo avevo visto arrivare, ma pareva fermo. Quando me lo sono trovato davanti ho sterzato sulla sinistra e ho cercato di frenare, ma non sono riuscito ad evitarlo». È quanto ha dichiarato alla polizia stradale di Reggio l’automobilista di 19 anni che mercoledì scorso ha travolto e ucciso il 73enne José Panizza davanti alla sua abitazione di via Marconi a Cadelbosco Sotto.

Il conducente, sotto choc, si è presentato agli agenti in giornata, insieme al padre e all’avvocato difensore Giacomo Fornaciari, visto che dovrà rispondere dell’accusa di omicidio stradale. Nel frattempo è spuntato un testimone oculare: un passante che ha assistito all’accaduto. L’ennesima tragedia della strada è avvenuta sulla provinciale 63 a Cadelbosco, una strada rifatta di recente e dotata di una pista ciclabile e alcuni attraversamenti pedonali, che però sono lontani dal luogo dell’investimento. L’uomo ha attraversato in un tratto privo di strisce, per raggiungere la sua abitazione situata proprio di fronte: terminata la consueta passeggiata, Panizza doveva recarsi al mercato con la moglie, quest’ultima accorsa sul posto insieme ad altri familiari disperati.

Secondo una prima ricostruzione della dinamica effettuata dagli agenti della Polstrada, la Golf guidata dal giovane – che viaggiava in direzione Reggio – ha urtato il pedone con la parte anteriore destra e l’impatto è stato molto violento: il 73enne è stato sbalzato a venti metri di distanza riportando lesioni letali. Il conducente, sotto choc, si è fermato; sul posto è arrivato poco dopo anche il padre del 19enne, che lo ha allontanato «nel tentativo di calmarlo». I soccorritori del 118 sono stati allertati da un testimone oculare sopraggiunto in quell’istante. In seguito il conducente si è presentato agli agenti della polizia stradale per chiarire la sua posizione.

Il capo d’imputazione provvisorio, stilato dal pm Stefano Finocchiaro, parla di omicidio stradale «per colpa o imperizia o negligenza», secondo la formula classica. Poiché via Marconi non è dotata di telecamere stradali, restano da valutare altri aspetti: se corrisponde a verità la versione del neopatentato, se il racconto del testimone oculare sarà in grado di fare totale chiarezza e infine se la Golf abbia rispettato il limite di velocità in vigore in quel tratto, circostanza quest’ultima che pare fondamentale e in grado di aggravare o meno il capo d’imputazione. «Il giovane conducente è sconvolto così come la sua famiglia, che sta cercando di stargli vicino in questo momento difficile. Al contempo esprimiamo sentite condoglianze ai congiunti della vittima – ha dichiarato l’avvocato Fornaciari – Il mio assistito ha tentato una manovra d’emergenza, ma purtroppo l’investimento c’è stato». 

Panizza, che era un autotrasportatore in pensione, lascia la moglie Orianna e i figli Mirco e Gianni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google