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«La maglia 88 richiama il nazismo». Sanzionate due società di calcio a 7: ecco perché quel numero è vietato

Nicolò Valli
«La maglia 88 richiama il nazismo». Sanzionate due società di calcio a 7: ecco perché quel numero è vietato

Il Csi di Reggio Emilia ha multato di 20 euro due squadre per il numero vietato dal 2023. La sorpresa dei dirigenti: «Non conoscevamo questa regola».

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Reggio Emilia Una multa da 20 euro per aver schierato un giocatore con la maglia numero 88, considerato uno dei simboli del nazismo. È l’ultimo provvedimento del Csi di Reggio Emilia per i campionati di calcio a 7. Proprio nei giorni in cui il tema dell’antisemitismo accende il dibattito reggiano e non solo, si accendono i riflettori anche su una norma sportiva poco conosciuta ma che ha colpito due realtà reggiane. Il giudice sportivo dell’ente ha infatti decretato che due società reggiane dovranno versare l’importo perché, nella distinta compilata per partite disputate nell’ultimo fine settimana, c’era un giocatore che ha giocato con il numero 88, considerato simbolo che richiama un saluto a Hitler.

«Venti euro (1ª recidiva) per inserimento in distinta di atleta con numero non consentito (88)», si legge oggi sul comunicato del Csi in data 14 ottobre per il settore calcio a 7, affiancato al numero della gara. Da giugno 2023, quel numero non si può più utilizzare nel calcio. Tre anni fa è stato sottoscritto un protocollo d’intenti tra Viminale col ministro Piantedosi, Ministero per lo Sport con Andrea Abodi e Figc con l’obiettivo di allontanare l’antisemitismo dal mondo del calcio. E, tra le diverse misure adottate, c’era pure il divieto di indossare la divisa col numero 88 che, per i gruppi neonazisti, è un richiamo a Hitler. Tra il doppio 8 e la doppia H c’è un collegamento diretto, anche perché la lettera “H” è l’ottava dell’alfabeto. Diversi calciatori famosi, nella storia del calcio, l’hanno scelto, compreso Gianluigi Buffon, ma dal 2023 il numero è vietato in ogni campionato. In serie A o nei campionati più importanti, però, ci sono persone incaricate di seguire queste dinamiche, che hanno formato i giocatori e hanno proposto loro alternative. Negli Amatori, invece, moltissimi ne sono ignari, giocano a calcio per passione e dopo il lavoro o lo studio e molti di loro non erano a conoscenza di questo aspetto. Un provvedimento che era ignoto anche a molti appassionati. Molti scelgono l’88 magari perché sono affezionati al numero 8 ma è già occupato, oppure sono (nel caso degli amatori, l’esempio calza a pennello) semplicemente nati nel 1988 e quel numero ricorda l’anno di nascita. Fatto sta che The Mount Peli e Masone Suave City sono state multate.

Si tratta di un’ammenda (che sarà trattenuta dai costi di stagione) che l’ente di promozione ha dovuto assegnare altre volte ma che in questa stagione non era ancora stata assegnata, applicando alla lettera il regolamento. I dirigenti in questione, però, hanno espresso sorpresa e disappunto. Non appena letto il documento, si sono chiesti il perché mettendoci un po’ a capire la reale motivazione. C’è poi una terza società, l’As Ominset, che era stata inizialmente sanzionata anche se il provvedimento è stato corretto. Uno dei dirigenti, fa sapere che qualche volta la maglia numero 88 è stata ingenuamente utilizzata: «Non sapevo di questa regola e me ne prendo la responsabilità ma il riferimento non è nel modo più assoluto al nazismo. Facciamo calcio per divertirci, siamo un gruppo di amici e diamo le maglie casualmente». Un tecnico di un’altra delle tre società fa sapere che il ragazzo coinvolto è mortificato e che ha deciso ieri sera di non scendere in campo. C’è anche chi, tra loro, non trova corretto il provvedimento del Csi: «In quanti dirigenti sanno che il numero 88 è proibito? Rispetto il regolamento – conclude – ma sarebbe stato più carino avvisarci a inizio anno».  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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