Bagno e aula distrutti al Canossa: i video dei vandalismi sono virali
Reggio Emilia: scene di devastazione avvenute durante la protesta degli studenti di sabato
Reggio Emilia Nelle chat degli studenti sono diventati virali in poche ore: due brevi video di atti vandalici commessi al liceo Canossa hanno fatto il giro da uno smartphone all’altro finendo ben presto anche al di fuori dell’ambiente scolastico. Nel primo si vede un bagno distrutto, nel secondo cambia il luogo ma non la sostanza: siamo all’interno di un’aula e c’è una Lim (la lavagna interattiva multimediale) con il vetro frantumato.
Scene di devastazione che sarebbero avvenute sabato mattina, in occasione della giornata di protesta degli studenti, ma che fino a ieri sera non erano state segnalate alla Provincia di Reggio, l’ente responsabile degli istituti scolastici superiori: «Non posso confermare questi fatti, perché al momento non sono arrivate richieste di intervento al Canossa così come in altri istituti – spiega Francesca Bedogni, sindaca di Cavriago e vicepresidente della Provincia con delega alla scuola – ma senza dubbio il problema dei vandalismi all’interno degli istituti superiori c’è ed è in crescita, indipendentemente dalle manifestazioni. Non potendo parlare di un caso specifico di cui non ho contezza, posso fare un discorso di carattere più ampio che parte sempre dalla ferma condanna di qualsiasi atto di violenza, quella di cui ci occupiamo nella quotidianità e che non è legata solo alle manifestazioni. Perché sul tema delle relazioni sempre più difficili tra i ragazzi e gli adulti, o la comunità in cui vivono, noi lavoriamo ogni giorno. La violenza pone automaticamente dalla parte del torto e, se avviene durante una protesta, rischia di annullarne tutte le ragioni anche buone».
Bedogni allarga lo sguardo alle manifestazioni organizzate in altre città italiane ed europee, a partire dalla Francia: «L’analisi di quanto sta accadendo non solo nelle piazze reggiane ma in tutta Europa merita attenzione da parte della politica, non miopia. La scorsa settimana ero a Parigi per un gemellaggio di Cavriago e ho assistito in prima persona a una situazione molto complessa. Quindi non bisogna fermarsi ad analizzare ciò che sta accadendo in tutte le piazze europee semplicemente condannando gli atti di violenza, dobbiamo andare oltre. In un momento così difficile ci deve essere la capacità della politica di pretendere e esigere il rispetto delle istituzioni, dei luoghi, delle persone e degli spazi pubblici ma anche di leggere le ragioni di una protesta meritevole di ascolto e sintomo di un patto generazionale che rischia di rompersi, se non si è già rotto rischia di rompersi». La vicepresidente della Provincia torna dunque a parlare della situazione di Reggio: «Nonostante esistano spazi di ascolto e di confronto continuo con gli studenti anche molto positivi, come la Consulta provinciale studentesca con cui lavoriamo tanto e bene, è chiaro come il diritto alla protesta sia sacrosanto al di là degli spazi istituzionali. Arriva un momento in cui i ragazzi ritengono sia giusto portare fuori il proprio malessere, ma ciò non inficia il lavoro fatto all’interno di organi che, anzi, in questo contesto assumono un valore ancora più alto per noi come istituzioni». © RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
