L’invasione del Granchio blu avanza: è arrivato anche nei canali della pianura reggiana
Il ritrovamento nell’impianto idrovoro Cartoccio di Novellara. Le ipotesi su come abbia fatto a giungere sin lì
Novellara Il granchio blu è arrivato anche nella rete di canali della pianura reggiana. A darne notizia è il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, spiegando che si tratta di «un segnale da non sottovalutare». Il crostaceo è stato trovato nell’area dell’impianto idrovoro Cartoccio dalla Federazione italiana pesca sportiva (Fipsas), durante un’operazione di recupero della fauna ittica svolta sulla base della convenzione stipulata con il Consorzio. Un ritrovamento sorprendente, che solleva più di un interrogativo.
Il Cartoccio si trova infatti nel territorio comunale di Novellara a circa venti chilometri dal principale impianto di derivazione sul Po, quello di Boretto. Se già destava preoccupazione la risalita del grande fiume da parte del granchio blu, partito dal delta e arrivato fino alle sponde reggiane la scorsa estate, l’eventuale capacità di insediarsi anche nei canali minori rappresenterebbe un nuovo pericolo. «Come sia arrivato è un mistero», commenta la direttrice del Consorzio, Ada Francesconi, confermando che «mai si era registrato un caso simile» e che per questo «stiamo facendo le opportune verifiche».
Per raggiungere autonomamente l’impianto Cartoccio dal nodo di Boretto, il crostaceo avrebbe dovuto superare sbarramenti e manufatti idraulici in un percorso tutt’altro che semplice. Resta quindi aperta una seconda ipotesi, cioè che qualcuno lo abbia portato sul posto, magari come esca viva, per poi liberarlo volontariamente o accidentalmente. Quel che è certo è che il ritrovamento impone attenzione: la presenza di una specie fortemente invasiva negli impianti di gestione delle acque suggerisce che la sua avanzata potrebbe spingersi ben oltre la fascia costiera. Ne consegue, quindi, la necessità di intensificare il monitoraggio di griglie e opere di bonifica, per garantire il regolare deflusso delle acque e proteggere la fauna autoctona. In tal senso, il Consorzio ha ringraziato il proprio personale che, attraverso i controlli e la manutenzione quotidiani, presidia il territorio e contribuisce alla salvaguardia della biodiversità dei canali.
Il granchio blu (Callinectes sapidus), originario delle coste atlantiche del continente americano, è una delle specie aliene più aggressive del Mediterraneo. Arrivato probabilmente con le acque di zavorra delle navi, ha colonizzato in pochi anni il delta del Po e le lagune del mar Adriatico, dove, da predatore vorace di vongole, cozze e piccoli pesci, ha messo in difficoltà l’attività di molti allevatori. Il suo habitat naturale è l’acqua salmastra, ma la specie tollera anche acque quasi dolci e può risalire i corsi d’acqua. Proprio la risalita del Po era già stata documentata all’inizio di agosto, quando alcuni esemplari erano stati individuati a Boretto e Guastalla, centinaia di chilometri a monte del delta, un’avanzata che aveva già sorpreso gli esperti. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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