Anche la Palazzina M degli uffici delle Reggiane diventerà uno studentato
Reggio Emilia: finanziamento del Ministero da 10,4 milioni di euro
Reggio Emilia La Palazzina degli uffici delle Reggiane, fedele al cliché della storica fabbrica di Santa Croce (che è risorta più e più volte, passando dal costruire locomotori, aerei, trattori e infine gru) rinascerà anch’essa presto a nuova vita trasformandosi in una residenza per studenti universitari. L’annuncio è arrivato ieri dal Ministero dell’Università e della Ricerca che ha deciso di finanziare il progetto che Acer, Comune e Stu Reggiane avevano messo in piedi, già nel 2021.
Una presentazione, quella di allora – il sindaco era Luca Vecchi e l’assessore all’Urbanistica Alex Pratissoli – con tanto di slide che coinvolgeva Stu Reggiane, la società chiamata a riqualificare tutta l’area, e Acer, capofila di un progetto di edilizia residenziale sociale finalizzata proprio alla creazione di posti letto per studenti. A differenza degli interventi già finanziati anche su Reggio dal Miur (gli ex alberghi Campana, Notarie, Ariosto, Relais Le Vele e St. Lorenz), questo della Palazzina M delle ex Reggiane è di fatto il primo intervento totalmente pubblico, con tanto di obiettivo specificato nel finanziamento: in quella palazzina sono previsti ottanta alloggi (stanze o posti letto, sarà il progetto più dettagliato a stabilirlo), più della metà dei quali andranno agli studenti che ne hanno più bisogno (“Capaci e meritevoli anche se privi di mezzi” come recita la Costituzione). Saranno infatti 48 i posti riservati ai meno abbienti, che saranno presumibilmente individuati in una graduatoria creata ad hoc in base agli Isee gli studenti capaci e meritevoli privi di mezzi.
Il progetto è finanziato dal Ministero per una somma di poco inferiore agli 11 milioni, 10,6 milioni di euro. A questo contributo, Comune, Acer e Stu Reggiane dovrebbero poi aggiungere almeno due milioni. Questo, anche solo per il fatto che, le stime fatte cinque anni fa dovrebbero essere giocoforza aggiornate. Cinque anni. Tanti ne sono passati dall’annuncio che la cordata pubblica guidata dall’Acer avrebbe partecipato al bando. Un tempo che avrebbe fiaccato la pazienza di chiunque: da qui l’enfasi con cui è stata accolta la notizia che il progetto sarà finanziato. Di fatto – spiegavano ieri le agenzie che hanno diffuso la notizia «i finanziamenti sono resi possibili da un nuovo scorrimento della graduatoria del quinto bando della legge 338/2000, lo strumento attraverso il quale il Mur sostiene la realizzazione, l'ampliamento e la riqualificazione delle residenze universitarie. Il provvedimento destina 200 milioni di euro a 21 interventi in sei regioni italiane, per un totale di 2.527 posti alloggi.
Si tratta di progetti già selezionati, che potranno ora beneficiare delle risorse necessarie alla loro realizzazione. Soddisfatto il sindaco Marco Massari che oggi raccoglie la semina del suo predecessore: «Il finanziamento del Ministero dell’Università e della Ricerca – sottolinea Massari – dà valore a un progetto significativo per la nostra città, che tiene insieme due obiettivi importanti: la rigenerazione di uno spazio storico come quello delle ex Reggiane e la risposta a un bisogno concreto, quello di garantire maggiori opportunità abitative agli studenti universitari». Occhio a via Agosti Anche il vice sindaco e assessore alla casa, Lanfranco De Franco sottolinea l’importanza di questo intervento «che va a completare il progetto di riqualificazione dell’area ex Reggiane, guardando al versante nord di quell’area, ovvero quella parte che dà su via Agosti, in una ideale continuazione con quella che è l’area dei campi della Reggiana, per i quali il Comune ha da tempo allo studio la loro acquisizione».
Soddisfazione per questo finanziamento arriva anche da Pietro Vignali, segretario regionale di Forza Italia, il partito della ministra Anna Maria Bernini: « «Con il finanziamento di due nuove residenze universitarie a Bologna e Reggio Emilia prosegue l'impegno concreto del governo di centrodestra e in particolare del Ministro Anna Maria Bernini per affrontare una delle principali emergenze che interessano gli studenti fuori sede: il diritto alla casa. Si è passati dalle tende davanti agli atenei del 2023 ad un lavoro che sta producendo risultati tangibili in tutta l'Emilia-Romagna». Il futuro di quella M Sui tempi di realizzazione occorrerà capire con quale velocità arriveranno i soldi annunciati dal ministero: per ora l’unico punto di partenza riguarda il progetto presentato cinque anni fa che preveda in circa 2 anni e mezzo la durata dei lavori. Lavori che prevedevano – su un’area di 3.600 metri quadri la realizzazione di 80 camere di cui 8 accessibili a studenti con disabilità, oltre a spazi comuni divisi tra palestra, spazi ricreativi, didattici, uffici e cucine. L’altra particolarità del vecchio progetto era legata al nome della Palazzina, chiamata Palazzina M per via della sua facciata: costruita in epoca fascista, l’architettura razionalista richiama, nel portico d’ingresso una “m”che doveva evocare il cognome del duce. Nel rendering di cinque anni fa, il design della palazzina resterebbe lo stesso, lasciando alla soggettività di ciascuno la facoltà di ri-leggere una “m” o altro in quegli archi squadrati. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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