Gazzetta di Reggio

Reggio

Mondo dei motori in lutto

Addio Bruno Spaggiari, pilota reggiano simbolo della Ducati: una vita vissuta a tutto gas

di Manuel Marinelli

	Bruno Spaggiari, ex pilota reggiano della Ducati, è morto a 93 anni
◗
Bruno Spaggiari, ex pilota reggiano della Ducati, è morto a 93 anni

Protagonista del motociclismo degli anni Cinquanta e Sessanta, aveva 93 anni

3 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia Se n’è andato a 93 anni Bruno Spaggiari, celebre pilota reggiano e protagonista del motociclismo degli anni Cinquanta e Sessanta in sella alla Ducati. Un campione d’altri tempi, una vita a tutto gas, quella di Spaggiari, che dagli appassionati è ricordato non tanto per i suoi successi tanto per quel beffardo secondo posto alla Mille miglia di Imola nel ’72, quando rimase senza benzina proprio sul più bello e il pubblico lo portò comunque in trionfo come vincitore morale della gara.

Chi era Bruno Spaggiari

Nato a Reggio Emilia l’11 gennaio 1933, Spaggiari scopre presto la passione per le due ruote. Da ragazzo si divide tra bici e moto, la svolta arriva quasi per caso, frequentando una concessionaria a San Pietro, dove aiuta a tenere in ordine i mezzi e, quando capita , si concede qualche giro in sella. Poi la selezione organizzata dalla Ducati per trovare nuovi piloti. Spaggiari si presenta senza grandi mezzi, ma con il talento necessario per farsi notare. La casa di Borgo Panigale lo accoglie nella propria squadra, da lì iniziano ad arrivare le prime corse, le cadute e i successi. La prima gara risale al 1953, alla Venzano-Casina, mentre per la prima vittoria bisogna attendere l’anno successivo. Nel 1957 Spaggiari conquista la 24 Ore del Montjuïc a Barcellona in coppia con Alberto Gandossi. Il 1958 è la stagione della svolta: in sella alla Ducati 125 Desmo vince il campionato italiano Seniores e il Gran Premio delle Nazioni a Monza, conquistando quella che sarebbe rimasta la sua unica vittoria nel Motomondiale. Ma il capitolo più celebre della sua storia resta legato al circuito del Santerno. Nel 1972, alla prima edizione della 200 Miglia di Imola, Spaggiari è in testa con la sua Ducati 750 dopo aver condotto una gara straordinaria per circa 320 chilometri. La vittoria sembra ormai a portata di mano, ma proprio nelle ultime curve la moto rimane senza benzina. A superarlo è il compagno di marca Paul Smart. Una beffa sportiva diventata leggenda. Spaggiari deve accontentarsi del secondo posto, ma il pubblico sugli spalti continua a scandire il suo nome. Nel 1972, sempre a Imola, conquista anche il terzo posto nel Gran Premio delle Nazioni della classe 500. Un risultato storico: fu il primo e unico podio della Ducati in quella categoria nel Mondiale. L’ultima gara della sua carriera arriva nel 1974, 52 anni fa.

Da pilota a imprenditore

Dopo aver appeso il casco al chiodo, Spaggiari non abbandona il mondo delle corse, ma si dedica alla gestione di una propria squadra, diventando un punto di riferimento anche per i piloti più giovani. Tra quelli che contribuì a lanciare ci fu Franco Uncini, destinato a diventare campione del mondo della classe 500 nel 1982. Conclusa la parentesi sportiva, si dedica al commercio nel settore automobilistico e successivamente all’imprenditoria edile. La passione per i motori, tuttavia, non si spegne. Negli anni continua a essere un riferimento per gli appassionati, custode di ricordi e testimonianze di un motociclismo profondamente diverso da quello attuale. Un mondo nel quale il pilota doveva spesso fare affidamento sulle proprie capacità, in cui i rischi erano enormi e la tecnologia moderna un supporto che nemmeno si poteva immaginare.

Bruno Spaggiari lascia la moglie Loredana, le figlie Elisabetta ed Emanuela, il genero Giorgio e i nipoti Giada, Giacomo e Miranda. La benedizione si terrà lunedì 26 ottobre alle 17 presso la Casa funeraria Reverberi di Via Terezin, 21.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google