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Cade in un hotel a Roma, si rompe una gamba e chiede i danni: nonna reggiana perde la causa e deve pagare 7000 euro di spese legali

Manuel Marinelli
Cade in un hotel a Roma, si rompe una gamba e chiede i danni: nonna reggiana perde la causa e deve pagare 7000 euro di spese legali

La pensionata si infortuna durante la vacanza nella Capitale e cita in giudizio la struttura accusando un listello difettoso. Ma per la giudice stava giocando con i nipoti: la testimonianza e i filmati la smentiscono

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Reggio Emilia Il danno: una gamba rotta dopo una caduta. E quattro anni dopo ecco servita la beffa: 7 mila euro di spese legali da risarcire all’hotel contro cui aveva fatto causa per quel doloroso infortunio. Ma facciamo un passo indietro, partendo dalla protagonista della vicenda: una nonna reggiana che era in vacanza a Roma con i nipotini. Tutto è accaduto nel 2022. Il pernottamento nella Capitale della nonna insieme ai nipoti scorreva a gonfie vele, fino a quella caduta che aveva procurato alla signora la rottura di una gamba. La causa? Secondo la donna era imputabile all’hotel. La mattina del 18 aprile, secondo la sua ricostruzione, era infatti inciampata uscendo dal bagno, a causa di un listello metallico «distaccato dalla sua sede e di altezza disomogenea, con un lato più sollevato dal pavimento rispetto all’altro che copriva il passaggio tra il bagno e la camera da letto» si legge nella sentenza.

Nell’impatto aveva riportato una frattura a entrambe le ossa della gamba destra, diagnosticata al pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito, dove era stata trasportata per accertamenti. Da lì la richiesta di risarcimento, fondata sulla presunta responsabilità dell’albergo, accusato di non aver garantito la sicurezza della stanza. La struttura ha però contestato la dinamica, sostenendo che la caduta fosse avvenuta in circostanze completamente diverse. Ovvero, mentre la cliente giocava con i nipoti, «saltellando» con loro. A fare la differenza, secondo la giudice Camilla Sommariva, sono state le prove raccolte durante il procedimento. La testimonianza della figlia della donna, indicata come presente al momento dell’incidente, è stata giudicata contraddittoria e non suffragata da riscontri esterni. Diversa la ricostruzione fornita da un responsabile dell’hotel, ritenuta attendibile anche alla luce di una comunicazione interna inviata pochi giorni dopo i fatti. In particolare, il resident manager dell’albergo aveva riferito che, chiedendo alla cliente cosa fosse successo, lei gli avrebbe risposto che «stava giocando con il nipote».

Un racconto coerente, secondo la sentenza, con quanto comunicato al direttore generale dell’albergo in un’e-mail del 27 aprile 2022, nella quale si legge che la donna «saltellando con i piccoli nipoti era scivolata e si era fatta male al piede». Anche il filmato prodotto dall’hotel non ha confermato la presenza di un ostacolo pericoloso: il listello appariva sostanzialmente aderente al pavimento, con uno scarto «stimabile in circa 1 mm, e comunque uniforme per tutta la lunghezza del listello». Insomma, non certo sufficiente a causare la caduta della signora e il conseguente infortunio alla gamba. Il Tribunale di Reggio ha quindi rigettato le domande della donna e l’ha condannata a riconoscere all’albergo e alla compagnia assicurativa 7.800 euro di spese legali, oltre alle spese forfettarie, all’Iva e alla cassa previdenziale. Anche i costi della consulenza tecnica d’ufficio sono stati posti a suo carico.

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