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Peste suina, allentate le restrizioni: Albinea e Scandiano tornano “zone indenni”

Peste suina, allentate le restrizioni: Albinea e Scandiano tornano “zone indenni”

La Commissione europea accoglie il piano della Regione: nessun campione positivo da settembre 2025. Una svolta cruciale per allevamenti ed esportazioni del settore suinicolo reggiano

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Scandiano Le restrizioni per la Peste suina africana (Psa) si allentano anche nel Reggiano. La Commissione europea ha accolto la revisione presentata dalla struttura commissariale, ridisegnando la mappa delle aree soggette a vincoli in Emilia-Romagna. Il provvedimento interessa complessivamente sei Comuni tra Piacenza e Reggio Emilia, con due centri del territorio reggiano che escono completamente dalle misure di contenimento.

Ad Albinea e Scandiano le restrizioni cadono del tutto: entrambi i Comuni passano dalla zona di restrizione I (Zr1) a zona indenne. Il cambio di passo arriva dopo un anno di monitoraggio serrato: tra il settembre 2025 e il settembre 2026, infatti, tutte le analisi effettuate sulle carcasse e sui capi abbattuti nell'area hanno dato esito negativo. Nessuna positività al virus è stata rilevata, confermando il miglioramento della situazione epidemiologica.

La rimodulazione, che a livello regionale coinvolge anche quattro centri nel Piacentino, è il risultato del piano strategico avviato dalla Regione a partire dal novembre 2023. Le attività hanno puntato sulla ricerca sistematica delle carcasse di cinghiale – anche attraverso unità cinofile e personale formato – e sugli interventi di controllo della fauna selvatica.

«La rimodulazione delle zone di restrizione a cui hanno lavorato i tecnici regionali rappresenta un risultato importante, che conferma l’efficacia del lavoro di sorveglianza e contenimento portato avanti in questi anni dall’Emilia-Romagna insieme alla struttura commissariale, alle autorità sanitarie, agli Enti locali, ai Gruppi operativi territoriali e a tutti i soggetti impegnati sul territorio- affermano gli assessori regionali all’Agricoltura, Alessio Mammi, e alle Politiche per la salute, Massimo Fabi-. Un passo avanti significativo sia sul piano sanitario, sia per le prospettive economiche dei territori interessati, dove operano allevamenti e imprese della trasformazione e della salumeria, che hanno subito pesanti limitazioni commerciali, in particolare alle esportazioni verso Stati Uniti e Canada e Regno Unito. La riduzione delle restrizioni apre nuove opportunità per queste attività e rappresenta un segnale positivo per l’intera filiera suinicola regionale. Non dobbiamo però abbassare la guardia sulla diffusione del virus. Occorre proseguire con le attività di sorveglianza, contenimento della popolazione di cinghiali e prevenzione, con l’obiettivo di favorire la progressiva uscita di altri territori dalle zone di restrizione, tutelando la salute animale, le imprese e la competitività della nostra filiera».

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