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Gli studenti occupano il Chierici: «Ci prendiamo la scuola»

Elisa Pederzoli
Gli studenti occupano il Chierici: «Ci prendiamo la scuola»

Reggio Emilia: la mobilitazione è scattata lunedì mattina, l’obiettivo è andare avanti. Le ragioni della protesta

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Reggio Emilia Chierici occupato. A cinque giorni dallo sciopero generale, la protesta studentesca entra nel vivo a Reggio Emilia. Il cuore della mobilitazione è il liceo artistico Chierici, dove ieri mattina, intorno alle 7.15, gli studenti del Collettivo che prende il nome della scuola – sostenuto dal Rabun e dal Fronte della Gioventù Comunista – hanno dato il via all’occupazione dell’istituto, entrando nell’edificio mentre i collaboratori scolastici stavano aprendo.

Il blitz
Accessi chiusi ai docenti e al personale scolastico. Il blitz ha visto gli studenti arrivare rapidamente al secondo piano e dalla finestra srotolare lo striscione che ha annunciato alla città l’occupazione. Poi, con l’avvicinarsi di quella che doveva essere la prima campanella della giornata, fuori dalla scuola si è formato un nutrito capannello di ragazzi e ragazze, qualcuno con fumogeni e megafono dove hanno scandito le ragioni della protesta. Mentre la strada veniva chiusa dalla polizia locale e il presidio veniva monitorato da vicini da Digos e carabinieri, la giornata particolare del Chierici ha avuto inizio. Ma l’intenzione è stata da subito quella di restare tutta la notte portandosi materassini e tutto l’occorrente per andare avanti. Si guarda a venerdì, giorno delle sciopero generale. Ma anche alle proteste che anche sabato scorso hanno animato le principali città italiane. Il riferimento sono le mobilitazioni in Francia e in Europa.
 



Cosa dicono
«In un paese in cui le scuole cadono a pezzi e non vengono finanziate per finanziare le armi, noi abbiamo deciso di riprenderci la scuola – Cesare Spina, del Collettivo Chierici spiegava così l’azione intrapresa –. Invitiamo le altre scuole a fare come noi». La prima azione all’interno della scuola è stata una grande assemblea studentesca, organizzata in aula magna: «Parleremo della scuola in Italia, del fatto che sia stata completamente abbandonata e che abbiamo bisogno di riprenderla» ci anticipava Spina. A proposito di quanto accaduto in Serbia (dove il fronte studentesco ha vinto le elezioni) ha detto: «Penso sia un segnale estremamente positivo; vuol dire che i giovani, gli studenti, gli universitari vogliono un cambiare dal basso, profondo». Mentre sui vandalismi che si sono registrati in alcune piazze durante le manifestazioni in Italia faceva notare: «Noi siamo per una manifestazione pacifica, però credo che quelle violenze mostrino che c’è un disagio enorme. Non ci dobbiamo chiedere cosa fare di questi giovani, ma perché lo hanno fatto. Sentono di non avere un futuro, si sentono abbandonati e quindi purtroppo fanno anche questo. Non dobbiamo guardare al sintomo, ma alla malattia: che è il disagio».

Contro il governo
«Gli studenti hanno deciso di occupare e noi come Fronte della Gioventù Comunista siamo partecipanti attivi di questa mobilitazione - spiegava Samuele Bedogni - Il governo Meloni negli ultimi anni ha tagliato una quantità di fondi enorme all’istruzione, lasciandoci solo le briciole. Per questo le scuole crollano, gli insegnanti mancano. Il governo Meloni invece di dare questi soldi all’Istruzione, preferisce seguire i piani di riarmo di Unione Europea e Nato e di finanziare l’industria bellica che finanzia il genocidio in Palestina e la guerra in Ucrania». «Anziché ascoltare noi studenti, preferisce promuovere una riforma degli istituti tecnici e professionali che aumenta il numero di cto, mandando gli studenti senza alcun tipo di tutela sindacale e in maniera totalmente gratuita. Oltre a questo – rimarca – propone una legge che pone un tetto massimo agli studenti stranieri nelle classi, proposta che è pura propaganda che mira a mettere gli studenti gli uni contro gli altri. Per questo anche il 30 ottobre, anche noi scenderemo in piazza: insieme studenti e lavoratori possono scegliere il pro futuro».l © RIPRODUZIONE RISERVATA

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