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Il caso

Paziente si chiude in bagno e semina il panico in Ortopedia: attimi di paura al Santa Maria Nuova

Ambra Prati
Paziente si chiude in bagno e semina il panico in Ortopedia: attimi di paura al Santa Maria Nuova

L’episodio è avvenuto in concomitanza con l’aggressione a un'infermiera da parte di un 47enne ubriaco e senza fissa dimora

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Reggio Emilia Il paziente con turbe psichiatriche si è chiuso in bagno, si è denudato, ha sferrato pugni contro i mobili inveendo contro il personale sanitario. In concomitanza con l’aggressione a un’infermiera del Pronto Soccorso da parte di un 47enne ubriaco e senza fissa dimora, nello stesso giorno si è verificato un altro evento critico in un reparto del Santa Maria Nuova.

A dimostrazione che i medici, gli infermieri e gli operatori socio-sanitari della nostra città sono sempre più in trincea e sono chiamati a gestire delle emergenze che hanno più a che fare con il sociale che non la salute. L’episodio è accaduto venerdì scorso nel reparto di Ortopedia.

Cos’è accaduto

Un 40enne, in forte stato depressivo e sottoposto a una terapia di psicofarmaci, era ricoverato per una frattura ad un braccio. Pare che il paziente non volesse rimanere in quella stanza al quarto piano dove si trovava in attesa di esami e di una valutazione clinica. Alle ore 19 l’uomo, già molto agitato, ha dato in escandescenze e ha cominciato a urlare. Il personale è accorso e ha tentato di calmarlo, ma il paziente si è chiuso a chiave all’interno del bagno mentre gli infermieri sentivano provenire offese e improperi nei loro confronti nonché rumori di pugni sferrati alle pareti e all’arredo. Dopo l’allarme lanciato alla centrale operativa della questura, sul posto è arrivata una pattuglia della Squadra Volante. Gli agenti hanno usato tutte le precauzioni possibili, instaurando un tentativo di dialogo prima di aprire la porta della toilette dove l’uomo si era asserragliato tra minacce e frasi deliranti. Il 40enne è stato trovato nudo: gli abiti che si era tolto erano sul pavimento, le mani presentavano delle lesioni e l’uomo era in uno stato di agitazione non risolvibile se non con una forte sedazione, che è stata eseguita subito. È stata chiamata anche una psichiatra, che conosceva la storia pregressa dell’uomo affetto da problemi psichiatrici di lungo corso, per avere un parere sul da farsi. Dopo un breve consulto tra i diversi specialisti si è deciso per un Tso, un trattamento sanitario obbligatorio. Il paziente fragile è stato quindi trasferito all’ospedale di Correggio.

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