Quando Lula pranzò a Scandiano: il ricordo di Vincenzo Ferri e l’amicizia nata tra le lotte sindacali
Il racconto del marito di Ester Magnani, storica volontaria, a seguito dell'elezione del leader brasiliano
Scandiano Sorriderebbe ancora una volta Ester Magnani, vedendo il suo amico Lula nuovamente eletto presidente del Brasile. La storica volontaria scandianese, scomparsa nel marzo 2025, aveva conosciuto il politico brasiliano in quanto entrambi erano sindacalisti, ed Ester trascorreva diverso tempo come volontaria in Brasile. Assieme al marito Vincenzo Ferri, poi, lo ha ospitato nella loro casa di Scandiano nel 1995, durante una tappa a Modena del già emergente Lula a cui presero parte anche il segretario nazionale dei metalmeccanici e responsabile delle politiche internazionali della Federazione nazionale metalmeccanica, Alberto Tridente, l’ex segretario provinciale dei metalmeccanici Cisl Marcello Stecco e Alberto Rossi del Centro missionario diocesano. Tutte figure legate alla solidarietà internazionale. Lo stesso Ferri, tecnico radiologo, ha passato diversi mesi in un ospedale di Ceres dove ha contribuito a riattivare un servizio di radiologia ormai non funzionante, collaborando proprio con Alberto Rossi.
«Ho seguito da vicino queste elezioni tramite i tanti amici e le tante amiche che ancora mantengo in Brasile, e sono molto contento, spero che possa essere un precedente fortunato anche pensando alle prossime elezioni italiane», sorride oggi Vincenzo Ferri. «Gli amici brasiliani mi fanno notare che molti governatori sono contro Lula, e così la maggioranza parlamentare, ma è già accaduto e comunque già questa vittoria, per nulla scontata, è un primo passo importante a livello internazionale». Ferri ha conosciuto Lula durante il suo passaggio italiano e nel 2018, durante l’ultimo viaggio in Brasile con la moglie Ester, ha cercato di fargli visita in carcere quando l’allora ex presidente era detenuto. «Provammo ad andare al carcere, ma non fu possibile. C’era una lista di richieste lunghissime, tante attenzioni su di lui e abbiamo saputo dopo che l’unico italiano che ce l’ha fatta in quel periodo è stato Massimo D’Alema. Noi avevamo portato un pezzo di Parmigiano Reggiano da lasciargli, Ester lo lasciò agli amici comuni brasiliani», spiega sempre Ferri rievocando la tentata, e complessa, avventura.
«Ester e Lula si erano conosciuti in Brasile negli anni Ottanta. Lei era stata delegata sindacale Cisl alla Landini di Fabbrico e dopo aveva fatto diverse esperienze di volontariato in Brasile. Lula in quel momento era un dirigente del sindacato metalmeccanico e si conobbero per un progetto solidale. Da allora il rapporto si è mantenuto, e quando Lula è passato da Modena è poi venuto a pranzo da noi. Il tramite era Alberto Tridente, uno storico sindacalista Cisl a cui Lula era molto legato». L’ultimo sforzo tentato è stato quello del 2018, «ma poi, nonostante le condizioni di salute di mia moglie ci impedissero di fare nuovamente viaggi così impegnativi, abbiamo sempre seguito tutto il suo percorso, e questa nuova vittoria per me è davvero un segnale positivo, mi pare che anche in Serbia abbia vinto un partito di rinnovamento. Insomma, qualche buon auspicio c’è, spero che possa prolungarsi sino all’anno prossimo in Italia», conclude Ferri.
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