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Il caso

Chierici occupato, due collaboratrici scolastiche al Pronto soccorso: la denuncia della Uil

Chierici occupato, due collaboratrici scolastiche al Pronto soccorso: la denuncia della Uil

Un'aggressione verbale e una mano schiacciata nella porta durante l'avvio della protesta studentesca a Reggio Emilia. Il sindacato raccoglie la testimonianza delle lavoratrici e attacca: «Personale usato come barriera umana, servono protocolli certi»

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Reggio Emilia Prosegue l’occupazione studentesca al Liceo Artistico “Gaetano Chierici”, iniziata lo scorso lunedì. Oltre alla protesta degli studenti, il caso registra l'intervento del sindacato in merito all'incolumità del personale dell'istituto.

Durante le fasi iniziali dell'occupazione, due collaboratrici scolastiche sono rimaste coinvolte in episodi di tensione. Una di loro è stata aggredita verbalmente e strattonata, riportando la schiacciatura di una mano in una porta. Entrambe si sono recate al Pronto soccorso del Santa Maria Nuova, ottenendo due giorni di prognosi, e attualmente non sono ancora rientrate in servizio. Sul caso è intervenuta la Uil Scuola di Reggio Emilia per raccogliere le loro testimonianze. «Il fatto che non vi sia stata necessariamente la volontà di provocare lesioni non cancella le conseguenze subite dalle lavoratrici», evidenzia la nota del sindacato, precisando che «il rispetto del diritto di protesta non può tradursi nell'accettazione di situazioni nelle quali l'incolumità delle persone venga messa a rischio».

La Uil Scuola pone la questione sul piano della sicurezza sul lavoro: «Il personale collaboratore scolastico viene costantemente posizionato in prima linea, esposto alle tensioni, senza disporre di alcun protocollo operativo chiaro in materia di sicurezza e gestione delle emergenze». Ai collaboratori «si chiede nei fatti di fare da “barriera umana” per tutelare i beni dell'istituto», quando il loro profilo «non prevede compiti di contenimento fisico o gestione di folle». «La sicurezza nei luoghi di lavoro non può dipendere dall'improvvisazione o dalla fortuna», conclude la Uil Scuola Reggio Emilia, chiedendo risposte alle autorità competenti affinché «la sicurezza di chi lavora non sia una variabile secondaria, né il prezzo da pagare per le falle organizzative del sistema».

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