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La tragedia

Incidente mortale a Poviglio, chi era la vittima

Jacopo Della Porta
Incidente mortale a Poviglio, chi era la vittima

Si chiamava Navjot Singh, aveva 31 anni, e di lavoro faceva l’operaio

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Poviglio È morto poche ore dopo essere stato travolto da un’auto. Navjot Singh, operaio di 31 anni residente a Godezza di Poviglio, si è spento ieri mattina nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Maggiore di Parma.

Lo schianto

Lunedì sera alle 20 l’uomo si trovava in sella alla sua bicicletta elettrica quando si è scontrato con una Bmw condotta da un 27enne. L’incidente è avvenuto tra via Pessina e via Val d’Enza, alla Noce, alle porte di Poviglio. Singh stava tornando verso casa.Le condizioni dell’uomo sono apparse subito molto gravi al personale della Pubblica Assistenza e dell’automedica della Bassa. Per trasportarlo al Maggiore è stato necessario far alzare in volo un elicottero abilitato al volo notturno, in questo caso quello dell’ospedale di Brescia. Poche ore dopo i medici hanno constatato il decesso. Le indagini sull’incidente stradale sono a cura dei carabinieri di Boretto, che sono intervenuti lunedì sera per eseguire gli accertamenti.

La vittima

Navjot Singh era arrivato in Italia quattro anni fa dal Punjab indiano. Un anno fa era stato raggiunto dalla moglie coetanea. La coppia non aveva figli. Nel paese natale restano la madre e due sorelle. Lavorava per una cooperativa di Fidenza di Parma, “The Best - Il Mondo” che si occupa di logistica e gestione magazzino per conto terzi. La sua sede di lavoro era in una ditta di Gattatico specializzata in imballaggi alimentari. Anche ieri si era recato regolarmente al lavoro con la sua bicicletta elettrica. Poi in serata era passato in bicicletta al Palia Punjabi Market di via don Pasquini Borghi in centro a Poviglio. «È passato di qui per comprare qualcosa, poi si è avviato verso casa», conferma il titolare del negozio. La notizia della morte ieri mattina ha raggiunto rapidamente molti appartenenti alla larga comunità sikh che vive nella Bassa. In molti lo hanno ricordato con un pensiero (un uomo buono e lavoratore) e una preghiera. Navjot era venuto in Italia seguendo le orme di altri parenti, così come tanti altri sikh. Qui vivono dei cugini. «Non sappiamo ancora dove faremo il funerale di Navjot - dice uno di loro alla Gazzetta di Reggio - Lo stiamo chiedendo alla madre in India, non sappiamo dunque se sarà fatto qui o nel suo paese».

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