Palazzo Magnani, l'attesa sta per finire: ecco cosa cambia nello storico palazzo delle mostre dopo i lavori
Dopo mesi di lavori e un investimento di quasi un milione di euro, lo storico palazzo si prepara a riaprire a novembre con spazi rinnovati, una facciata che ritrova il suo colore originale e una grande mostra dedicata a Kandinskij, Klee e Malevic
Reggio Emilia Palazzo Magnani si prepara a riaprire le proprie porte per mostrare il suo nuovo volto: innovativo, inclusivo, all’avanguardia e al tempo stesso capace di restituire luce alla sua secolare storia. Dopo mesi di lavori, gli spazi interni dell’edificio di corso Garibaldi sono stati rinnovati e sono ora interessati dall’allestimento della mostra che a novembre accompagnerà la restituzione del Palazzo restaurato alla città. All’esterno sono invece in corso le ultime lavorazioni sul balconcino e sulla facciata. È il punto di arrivo di un intervento che ha messo insieme 977.105,16 euro di investimenti e un percorso condiviso tra Provincia, Regione e Fondazione Palazzo Magnani. Nel complesso, la Provincia di Reggio ha investito 327.105 euro sull’intervento. Per gli spazi interni il quadro economico totale, aggiornato al mese di settembre, è di 830.000 euro: 394.455 euro provengono da un contributo della Regione, 180.000 euro sono stati stanziati dalla Provincia e 255.544 euro sono stati finanziati dalla Fondazione Palazzo Magnani.
Gli interni
L’intervento sugli interni non è stato un semplice rinnovamento estetico, ma ha riguardato anche l’adeguamento degli impianti. Sono stati inoltre ripensati l’organizzazione e il funzionamento delle sale introducendo soluzioni capaci di adattare il Palazzo alle esigenze di progetti espositivi anche molto diversi tra loro. La progettazione e la direzione dei lavori dell’intervento sono state curate dallo studio Mattia Parmiggiani Architects di Modena e dall’ingegner Luca Forti dello studio Ings Progetti di Reggio. Le nuove superfici e i pannelli destinati agli allestimenti consentiranno di modificare colori, percorsi e configurazioni senza intervenire sulle murature storiche. A meravigliare, aldilà delle esposizioni, saranno i soffitti affrescati che Particolare attenzione è stata dedicata all’accessibilità e al superamento delle barriere architettoniche. Cambia anche il rapporto tra Palazzo Magnani e chi lo attraverserà. Al piano terra gli ambienti sono stati ripensati con una vocazione più aperta e accogliente: l’ingresso diventa maggiormente permeabile alla città, con l’obiettivo di diventare «piazza» e nido di cultura e di socialità. Vengono inoltre introdotti una sala lounge, dove fermarsi, leggere e consultare i cataloghi, e un laboratorio dedicato alla didattica e alle scuole di ogni ordine e grado. Il risultato è un Palazzo pensato non soltanto per ospitare esposizioni, ma per essere vissuto più a lungo e da tutti i pubblici. Anche e soprattutto a neomamme e bambini della fascia zero-tre.
Gli esterni
Parallelamente alla riqualificazione degli interni, la Provincia ha promosso un intervento di restauro della facciata su corso Garibaldi, progettato e diretto dall’architetta Giorgia Lombardini. Nato per la messa in sicurezza e il consolidamento del balconcino, il cantiere è stato poi esteso all’intera superficie della facciata. Ed è proprio durante le indagini preliminari che il cantiere ha permesso di scrivere una pagina nuova nella conoscenza del Palazzo. Le analisi stratigrafiche sulle superfici intonacate hanno infatti dimostrato che la colorazione giallo-ocra a cui i reggiani erano ormai abituati era il risultato di manutenzioni effettuate nella seconda metà del Novecento. Sotto quelle sovrapposizioni è riemersa la finitura storica risalente alla metà dell’Ottocento, epoca in cui la facciata del palazzo, di origine cinquecentesca, fu restaurata nelle forme neoclassiche che ancora oggi la caratterizzano: una tonachina a base di cocciopesto lavorata “a fresco”, di una luminosa tonalità rosso mattone, sofisticata soluzione tecnica della tradizione padana la cui presenza trova conferma anche nelle fotografie storiche. Il restauro ha permesso di riportare alla lettura il fregio in cotto collocato sotto il cornicione di gronda che, insieme alla statua angolare del Giano bifronte, rappresenta la testimonianza figurativa originale più antica del Palazzo. La rimozione delle ridipinture ha fatto riemergere un raffinato repertorio rinascimentale di figure della mitologia classica, tra cui il dio Pan, ninfe e grifoni, alternati a motivi floreali e simboli legati alla natura e all’abbondanza. Sono infine in fase di ultimazione le lavorazioni sul balconcino sopra il portale monumentale. Le superfici storiche sono state pulite, consolidate e protette, mentre le porzioni non più recuperabili vengono integrate attraverso nuovi elementi in marmo scolpiti appositamente a mano. Il nuovo corso di Palazzo Magnani si aprirà con “Le porte dell’invisibile. Kandinskij, Klee, Malevic alla luce del pensiero di Pavel Florenskij”. La mostra, curata da Roberto Cresti, Emilio Ferrario e Valentina Parisi, sarà aperta da sabato 14 novembre fino al 14 marzo, inaugurando negli spazi rinnovati una nuova stagione per uno dei principali luoghi della cultura reggiana.l © RIPRODUZIONE RISERVATA
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