Tentata violenza al centro commerciale. Il direttore del Meridiana: «Veniva qui e si chiudeva in bagno: la polizia è intervenuta tre volte»
Il giovane, 21enne senza fissa dimora, è stato arrestato
Reggio Emilia «Quell’uomo era stato segnalato più volte alle forze dell’ordine: non disturbava, ma entrava e si chiudeva a chiave nel bagno. Un mese fa ho appreso della denuncia per tentata violenza sessuale presentata dalla donna delle pulizie. Poi un giorno la signora è accorsa spaventata dagli addetti alla vigilanza: “è tornato, è tornato”. La polizia di Stato è arrivata e l’ha portato via». Questo il racconto di Matteo Barchi, direttore del centro commerciale Meridiana (e pure dell’Ariosto e di Baragalla), a proposito del caso che ha fatto scalpore: un egiziano di 21 anni, senzatetto, con divieto di dimora nel Reggiano per una precedente rapina, si è reso protagonista di un approccio sessuale nei confronti dell’addetta intenta a fare il suo lavoro nelle toilette. Per lui è scattata una doppia denuncia: per tentata violenza sessuale e per ripetute violazioni della misura cautelare, e per quest’ultima è stato arrestato.
«Quell’individuo non dava fastidio alle persone, ma il suo comportamento aveva attirato l’attenzione della vigilanza perché si aggirava qui e si chiudeva in bagno». Non è dato sapere a fare cosa: con tutta probabilità a lavarsi, trattandosi di un senzatetto. Dopo la rapina dell’11 gennaio scorso (il 21enne ha rubato un cellulare in un negozio di telefonia e, sorpreso dal vigilante, lo ha minacciato con una lametta), per il giovane è scattata la misura del divieto di mettere piede sia in città sia in provincia. Ma, nonostante la prescrizione, l’individuo ha continuato a bazzicare in via Kennedy, dove è risultata la sua presenza per ben tre volte. Alla quarta, in pieno giorno, è avvenuta la tentata violenza alla donna delle pulizie (dipendente di una ditta in appalto): una donna sulla quarantina, italiana, che ha urlato e l’ha messo in fuga. Il molestatore è stato trovato poco lontano e bloccato. «Non capisco come mai questa situazione non sia stata gestita – prosegue il direttore Barchi –. Dopo il tentativo a sfondo sessuale, gli investigatori hanno convocato gli addetti alla vigilanza dei Servizi di Sicurezza Italia e hanno chiesto i filmati delle telecamere. Purtroppo però i corridoi dei bagni non sono coperti dalla videosorveglianza, per motivi di privacy, mentre un altro occhio elettronico che poteva essere utile è stato rovinato dalla pioggia del 6 settembre scorso ed è stato sostituito, perdendo il registrato pregresso».
Barchi esprime solidarietà all’addetta terrorizzata e a sottolineare che questa vicenda non ha precedenti. «Siamo stupefatti. Sono responsabile da sette anni e non è mai avvenuta una cosa del genere. Il Meridiana è un luogo pubblico e purtroppo il contesto sociale è questo: se ne sentono di tutti i colori. Tuttavia mi sento di affermare che si è trattato di un episodio isolato. La sicurezza è per noi una priorità: abbiamo appena finito di potenziare il sistema di videosorveglianza, programmato da tempo». Ieri in tribunale a Reggio il 21enne è comparso davanti al collegio di giudici presieduto da Luigi Tirone (a latere Sarah Iusto e Giulia Bonora) per la convalida dell’arresto. Scortato dalla polizia penitenziaria, il giovane dall’aspetto trasandato (non parla l’italiano ed è difeso per la rapina dall’avvocato Alfonso Boni) ha preferito non rispondere. La direttissima è stata rinviata al prossimo anno. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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