Gioielliere picchiato dai rapinatori: «Mi hanno rotto due denti, ma li ho messi in fuga»
Francesco Stawski aggredito da due banditi mentre chiudeva l’oreficeria Fontanesi: «Volevano trascinarmi dentro il mio negozio ma ho combattuto per impedirglielo»
Bibbiano «Mi hanno colpito con il calcio della pistola in faccia, sui denti. Ho perso due incisivi davanti: uno è scheggiato, l’altro è venuto via di netto. Anche i denti posteriori sono danneggiati. Ho male alle braccia e a una gamba, perché mi hanno anche sparato un pallino». Francesco Stawski, 36 anni, titolare dell’ottica-oreficeria-orologeria Fontanesi di Bibbiano, racconta così le conseguenze della tentata rapina subita venerdì sera, poco dopo le 19.30, mentre stava chiudendo il negozio in via Venturi. Due uomini armati di pistola hanno cercato di costringerlo a rientrare nel locale, ma il commerciante ha reagito. Ne è nata una colluttazione al termine della quale i banditi sono fuggiti senza riuscire a portare via nulla. A distanza di poche ore dall’aggressione, Stawski arriva all’incontro con la Gazzetta zoppicando. Cammina con difficoltà e parla con voce sofferente. Sul volto porta i segni dei colpi ricevuti, mentre sulle mani sono visibili alcuni lividi.
Il racconto
«Devo andare dal dentista per capire come sono messi i denti. Mi fanno male e non mi fido neanche a mangiare». Accusa dolori anche alle braccia, dove è stato afferrato durante la colluttazione, e a una gamba. Stawski ricostruisce quanto accaduto anche sulla base delle immagini delle telecamere di videosorveglianza. «Dai video si vede che erano con la macchina qui davanti. Hanno fatto più volte il giro della zona. Erano in due. Appena sono uscito dal negozio, la porta non ha fatto in tempo a chiudersi che sono saltati fuori con le pistole, minacciandomi e dicendomi: “Vai dentro”». L’obiettivo, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, era costringerlo a rientrare nell’oreficeria per impossessarsi dei preziosi.
«Ho combattuto per la mia gioielleria»
Ma Stawski si è opposto. «Non ho obbedito. Ho combattuto, cercavano di trascinarmi dentro, ma non ci sono riusciti. Mi hanno anche sparato un pallino addosso. In quei momenti non senti nulla». Il commerciante fornisce anche una descrizione dei due aggressori. «Uno era di colore, l’altro avrà avuto sui 65 anni», racconta, precisando che avevano il volto coperto.
Uno dei due lo ha colpito al volto con il calcio della pistola. Stawski ha cercato a sua volta di colpire i rapinatori, continuando a opporsi al tentativo di trascinarlo all’interno del negozio. «C’era un lago di sangue per terra, era tutto sangue mio», racconta. Alla fine i due hanno rinunciato al colpo e sono scappati verso un’automobile sulla quale, secondo la ricostruzione, li avrebbe attesi un terzo complice. Nella fuga hanno abbandonato una pistola, recuperata dai carabinieri e risultata essere un’arma da softair, dunque non una pistola vera.
«Paura? Non ne ho avuta»
Stawski sostiene di non aver avuto paura. «No, non ho avuto paura. Anzi, avrei voluto fargli più male. Non sono riusciti nel loro intento». Il commerciante annuncia che intende rafforzare le misure di sicurezza del negozio e dotarsi di strumenti di autodifesa consentiti dalla legge. «Prenderò tutte le precauzioni e utilizzerò deterrenti o armi legali per autodifesa», afferma. Non è la prima volta che l’attività viene presa di mira, ma un episodio di questo genere non si era mai verificato. «In altri anni ci sono stati danni e furti, ma aggressioni proprio no», spiega Stawski. Ora dovrà fare i conti anche con le conseguenze fisiche dell’accaduto, a cominciare dalle cure odontoiatriche.
Sul posto, venerdì sera, sono intervenute quattro pattuglie dei carabinieri, tra cui i militari della stazione di Bibbiano e i colleghi della sezione operativa della compagnia di Reggio Emilia, oltre all’ambulanza e all’automedica.
Il commerciante è stato soccorso sul posto e ieri mattina si è recato in ospedale per gli accertamenti. I militari hanno effettuato i rilievi. Le indagini, coordinate dalla Procura di Reggio Emilia, puntano ora a identificare i responsabili della tentata rapina e a verificare l’eventuale presenza di un terzo complice. Un contributo importante potrebbe arrivare dalle immagini delle telecamere, che hanno ripreso le fasi dell’aggressione e i movimenti dei rapinatori prima del tentato colpo.
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