Legge di Bilancio 2027, i sindaci reggiani scrivono a Meloni: «Lasciati soli contro i rincari»
Fronte unico del Presidente della Provincia Giorgio Zanni e dei 42 Comuni reggiani
Reggio Emilia Un fronte unico formato dal Presidente della Provincia, Giorgio Zanni, e dai sindaci di tutti i 42 Comuni del territorio reggiano per dire stop alla sofferenza dei bilanci locali. In vista della definizione della Legge di Bilancio 2027, le amministrazioni reggiane hanno inviato una lettera dai toni duri al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per denunciare «una nuova drammatica spirale di rincari» che mette a rischio gli equilibri finanziari degli enti.
Oltre ai costi energetici, a pesare sui bilanci sono la manutenzione delle infrastrutture e l'aumento del costo del lavoro. I rinnovi contrattuali per il personale della scuola, dei servizi per l'infanzia e del sociale rappresentano «un atto di giustizia nei confronti di lavoratrici e lavoratori su cui pesa ogni giorno un'inflazione forte e costante», sottolineano gli amministratori, evidenziando come tali aumenti abbiano inciso sulle casse comunali «senza che lo Stato abbia previsto alcuna forma rilevante di copertura». Stessa dinamica per le strade e le opere pubbliche, dove «i repentini e consistenti incrementi dei prezzi delle materie prime, a partire da bitumi e asfalti, si traducono in un ulteriore e rilevante aggravio».
Destano forte preoccupazione anche i possibili tagli indiretti. Nel testo viene rimarcata «la preoccupazione per le ricadute delle annunciate modifiche a valere sull’Irpef», con il rischio che la misura «si traduca in una perdita di risorse a danno delle amministrazioni territoriali». Un quadro complesso che, spiegano gli amministratori, porta Comuni e Provincia «di fronte a un preoccupante punto di rottura dei propri equilibri economico-finanziari». Dalle prime bozze della manovra di bilancio, i primi cittadini prendono atto «con forte preoccupazione dell’assenza di misure e risorse adeguate a compensare questi straordinari aumenti di spesa», denunciando una sensazione di abbandono: «Ci sentiamo, in questo passaggio decisivo, lasciati soli a far fronte a dinamiche macroeconomiche e decisioni che prescindono dai nostri piani di lavoro».
I sindaci precisano di non pretendere sussidi a pioggia: «Non chiediamo interventi assistenziali, ma le condizioni finanziarie per continuare a svolgere il nostro ruolo di argine sociale e di motore di sviluppo del territorio». In difetto di un sostegno immediato, avvertono, «è lo Stato stesso che rischia di mettere a repentaglio la qualità e la piena accessibilità dei servizi essenziali», indebolendo «la fiducia complessiva nelle istituzioni democratiche» e incrinando il patto sociale.
Nel testo inviato a Palazzo Chigi figurano cinque precise richieste:
- Un Fondo straordinario di compensazione per extra-costi energetici, materie prime e rinnovi contrattuali.
- La cancellazione degli accantonamenti forzosi previsti per il 2027 e 2028 e lo sblocco immediato delle risorse accantonate nel 2026.
- La totale compensazione delle perdite di gettito derivanti dalle modifiche all'IRPEF.
- Clausole di salvaguardia e flessibilità per utilizzare gli avanzi di amministrazione sulle spese correnti collegate ai rincari.
- Un tavolo di confronto urgente tra Governo, Anci e Upi.
«Lasciare soli gli Enti Locali – conclude l'appello firmato da Zanni e da tutti i sindaci della provincia – significa lasciare soli i cittadini e le imprese che proprio nelle istituzioni territoriali cercano e devono continuare a trovare risposte celeri, puntuali e concrete».
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