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Il caso

Accusato di maltrattamenti all’ex, si dimette il segretario della Lega Roberto Salati

Accusato di maltrattamenti all’ex, si dimette il segretario della Lega Roberto Salati

La decisione del 60enne – ex candidato sindaco per il centrodestra nel 2019 – arriva dopo che la Procura di Reggio Emilia ha chiesto e ottenuto dal gip il giudizio immediato

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Reggio Emilia Terremoto ai vertici della Lega reggiana. Travolto dagli sviluppi di un'inchiesta giudiziaria, Roberto Salati si è dimesso dall'incarico di segretario provinciale della Lega.

La decisione del 60enne – fotografo, imprenditore, consigliere comunale e già candidato sindaco per il centrodestra nel 2019 – arriva dopo che la Procura di Reggio Emilia ha chiesto e ottenuto dal gip il giudizio immediato. Salati deve rispondere dell'accusa di maltrattamenti in famiglia nei confronti dell’ex compagna. Lo scorso agosto, nei confronti dell'esponente politico, i carabinieri della stazione di Quattro Castella avevano già eseguito la misura cautelare del divieto di avvicinamento con l'applicazione del braccialetto elettronico. Secondo l’impianto accusatorio, gli episodi contestati sarebbero iniziati nei primi mesi del 2026. Al centro delle indagini figurano il presunto tracciamento degli spostamenti della donna tramite dispositivi GPS e AirTag nascosti nelle sue automobili, oltre a presunti danneggiamenti ai veicoli, insulti e telefonate anonime al nuovo compagno della donna. Difeso dall’avvocato Enrico Della Capanna, il legale ha preferito al momento non rilasciare dichiarazioni.

La nota di dimissioni

Nel formalizzare la resa dell'incarico alla guida del partito, Salati ha respinto ogni addebito, motivando la scelta con l'intento di preservare il movimento da contraccolpi politici: «Si tratta di una scelta sofferta, maturata alla luce del mio coinvolgimento in questa triste vicenda giudiziaria, rispetto alla quale ribadisco la mia totale estraneità alle imputazioni contestate. Sono convinto della mia correttezza e confido che nelle sedi opportune emergerà la verità. Tuttavia, ritengo doveroso compiere un passo indietro per senso di responsabilità e coerenza, evitando che la mia vicenda personale possa coinvolgere il partito o diventare occasione di strumentalizzazioni». Dopo aver ringraziato dirigenti, amministratori e militanti per il lavoro svolto insieme, Salati ha chiuso la sua comunicazione con un impegno verso il proprio elettorato: «Lascio un incarico, non i miei valori né le mie convinzioni».

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