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Ucciso in Brasile, Sandro Erminetti ammazzato per seimila euro. L’appello per cercare testimoni

Ambra Prati
Ucciso in Brasile, Sandro Erminetti ammazzato per seimila euro. L’appello per cercare testimoni

Reggio Emilia: era la somma contenuta nello zaino sparito dell’imprenditore. La madre della nipote lancia un appello

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Reggio Emilia Seimila euro. Questo conteneva, secondo le dichiarazioni rese alla polizia brasiliana, lo zaino rosso che è costato la vita ad Alessandro Erminetti, l’imprenditore di 72 anni residente a Canali ucciso con un colpo alla testa in Brasile il 9 ottobre scorso. Una somma modesta, che tuttavia basta per commettere un omicidio, nella zona del Rio Grande do Norte dove l’anno scorso si sono contati oltre ottocento omicidi. O forse una somma troppo esigua rispetto a quanto si aspettava qualcun altro.

La figlia e la moglie dell’imprenditore, figura di spicco in città prima nell’edilizia poi nell’immobiliare, hanno dichiarato che la prima ricostruzione dei media brasiliani non convince affatto. Erminetti era partito – come spesso faceva – per fare visita al figlio Alberto, trasferitosi in Brasile sette anni fa; il soggiorno doveva essere breve. Quel giorno pare che il figlio fosse impegnato con una decina di persone, perciò aveva affidato il compito di andare a prendere il padre all’aeroporto al socio, al quale aveva affidato la sua Mercedes.

Lungo la superstrada il conducente si è fermato per caricare un terzo uomo, rivelatosi un rapinatore: di fronte alla reazione del 72enne, che non voleva consegnare lo zaino, lo sconosciuto ha sparato un solo colpo di arma da fuoco alla testa per poi fuggire da solo sulla Mercedes, ritrovata abbandonata il giorno seguente a 300 chilometri di distanza, nella città di Macaìba. Intatta, in un luogo in cui le Mercedes si smontano e si rivendono a pezzi in tempi record. Il socio alla guida, illeso, è subentrato nella società di intermediazione e gestione di spazi pubblicitari Pooblicao Ltda nel giugno scorso. Sono solo alcune delle perplessità degli inquirenti. Difficile, però, sbrogliare il rebus senza testimonianze e senza ulteriori prove.

Subito dopo l’accaduto una donna di 37 anni, che si definisce «madre della nipote della vittima» (ex compagna del figlio), ha lanciato un appello sui social. «Dall’Italia stiamo cercando una spiegazione di ciò che è successo. Se avete testimoni che possono essere d’aiuto, il vostro contatto rimarrà confidenziale. Vogliamo giustizia. (Sandro) era una persona buona e onesta, non meritava questo. Ha passato tutta la vita a lavorare e l’unica cosa che desiderava nella vecchiaia era conoscere il mondo, viaggiare e fare visita al figlio. Una vita pacifica, dopo i sacrifici che ha fatto. Quindi vi chiedo: se avete visto qualcosa o avete testimoni, per favore, contattatemi».
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