“Dillo in dialetto”, il progetto modenese che ridà vita alla tradizione con poster e magliette
Il brand lanciato da Silvia Budriesi con l’obiettivo di riportare alla ribalta i diversi dialetti italiani, donando loro una nuova luce attraverso grafiche, vivaci e dai colori accesi
MODENA. Un progetto nato con l’obiettivo di riportare alla ribalta i diversi dialetti italiani, donando loro una nuova luce attraverso grafiche, vivaci e dai colori accesi, che trasmettono freschezza e giovinezza a una lingua che purtroppo rischia di scomparire. “Dillo in dialetto” è stato lanciato da Silvia Budriesi, 28 anni, di Modena, una laurea in Marketing e Organizzazione d’Impresa presso l’Università di Modena e Reggio Emilia e tante idee in testa da realizzare.
Un progetto innovativo
«Attualmente proponiamo poster e magliette, ma presto arriveranno anche nuove categorie di prodotti – racconta entusiasta Silvia – “Dillo in dialetto” è stato lanciato ufficialmente a novembre 2024, anche se l’idea era nata già qualche mese prima durante una chiacchierata con il mio compagno Francesco, che fa parte del team. A febbraio di quest’anno il nostro team cresce ulteriormente grazie alla collaborazione con Gibi, un’azienda modenese specializzata in merchandising personalizzato». Mentre ci racconta il suo bel progetto, Silvia mostra ad esempio la maglietta con la scritta “Moc bròt lavòr”, perfetta per sintetizzare lo stato d’animo di chi ha finito le ferie e deve tornare a lavorare, per non parlare della maglietta “Braghera” perfetta da sfoggiare ad ogni aperitivo. Oppure il poster “An ghé dòbi”, magari da appendere in soggiorno, una delle espressioni più amate dalle nonne modenesi, diretta, schietta e sempre efficace, soprattutto quando cerchi (invano) di alzarti da tavola prima di aver finito il piatto.
La collaborazione con Gibi
«Al momento gli acquisti si possono effettuare solo tramite il nostro shop online, ma grazie alla collaborazione con Gibi abbiamo la possibilità di utilizzare la loro sede, in via Nobili 315 a Modena, come punto principale per il ritiro degli ordini. Ciò che mi lega più profondamente al dialetto – afferma Silvia - è la componente emotiva, data dai ricordi d’infanzia e i modi di dire delle mie nonne, Anna e Gina. Ogni espressione dialettale porta con sé un significato preciso, strettamente legato alla cultura del territorio, e questo lo trovo davvero affascinante. Il mio modo di dire dialettale preferito è “Tola Dolza”, la uso come filosofia di vita! Mi ricorda di non prendermi tutto troppo sul serio e di godermi ciò che arriva dalla vita».
Da Modena a tutta Italia
Sul sito dilloindialetto.it al momento si possono trovare proposte in dialetto modenese e veronese, e a brevissimo uscirà Milano e poi tante altre città. «Il dialetto modenese è molto presente perché “Dillo in dialetto” è nato proprio a Modena, ed è quindi quello che ci rappresenta di più – conclude Silvia - Allo stesso tempo, però, desideriamo dare la giusta attenzione anche agli altri dialetti, e passo dopo passo sarà sicuramente così. Abbiamo raccolto un’infinità di espressioni: molte persone ci propongono i modi di dire che ricordano con affetto dai loro nonni o genitori. Alcuni sono divertenti, altri un po’ scurrili… Ma è poi il bello del dialetto!». l
