Gazzetta di Reggio

Episodio choc

Uccide la figlia a martellate, l’avvocato: «Eros non si è ancora reso conto di cosa ha fatto»

di Mattia Vernelli
Uccide la figlia a martellate, l’avvocato: «Eros non si è ancora reso conto di cosa ha fatto»

Canepari, 89enne che ha ucciso la figlia – Monica, 63 anni - nella propria casa a Castelnuovo, è stato trasferito in carcere Il legale: «Ci ho parlato, ma ha detto poche parole e confuse».

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CASTELNUOVO. Eros Canepari, l’89enne che ha ucciso la figlia Monica domenica pomeriggio – 4 dicembre - a martellate in casa, è stato trasferito dall’ospedale di Baggiovara al carcere Sant’Anna. È rimasto piantonato diverse ore, poi le sue condizioni sono state ritenute consone al regime carcerario. Eppure, come riferisce Elisa Baldaccini, il legale di Canepari, «non è ancora lucido. Ho avuto modo di parlare con lui stamattina (ieri, ndr), ha detto poche parole e confuse, da una persona chiaramente malata. Probabilmente – spiega l’avvocato – non si è reso conto di cosa ha fatto». L’interrogatorio di garanzia è fissato domani mattina, 7 dicembre. L’89enne è accusato di omicidio aggravato dal rapporto di parentela con la vittima. «Chiederemo una perizia psichiatrica, anche se è probabile che il pubblico ministero la chieda prima di me con un incidente probatorio», conclude Baldaccini. La moglie 87enne, dopo il ricovero in ospedale, è stata invece trasferita in una struttura sociosanitaria. Anche lei ha problemi cognitivi causati dall’età ed è allettata. Era in casa mentre il marito Eros uccideva la figlia con diverse martellate al corpo e alla testa. Il cadavere, come noto, è stato ritrovato davanti alla porta di casa, nel cortiletto che si affaccia sul parcheggio privato della palazzina in via per Formigine 43. Alice Contrasti, la figlia di Monica Canepari, invece, risiede nel bolognese, e ha appreso quanto accaduto subito dopo la tragedia.

Il delitto davanti all’ingresso

La dinamica e il movente del delitto, che dai primi riscontri sarebbe stato commesso con un corpo contundente davanti all’ingresso di casa, sono ancora da chiarire. Il fatto è avvenuto in un appartamento al piano terra di una palazzina in via per Formigine, al civico 43. Si tratta di una zona vicino all’area artigianale del paese, all’incrocio con via Montanara. Sul posto i carabinieri della Compagnia di Sassuolo e la polizia scientifica, un’ambulanza del 118 e un’automedica. Il pubblico ministero ha immediatamente assunto la direzione delle indagini, in occasione del sopralluogo effettuato nell’abitazione. «Dai preliminari accertamenti – spiega il procuratore capo Luca Masini – è emerso che l’arrestato era da diverso tempo in cura presso un centro di salute mentale del circondario e che, nel settembre scorso, era già stato destinatario di un intervento da parte dei carabinieri della Stazione di Castelnuovo Rangone che avevano proceduto al ritiro cautelativo, a causa del suo stato mentale, di una pistola legalmente detenuta».