Gazzetta di Reggio

Antisemitismo: Gasparri, 'disponibilità a testo base ma evitare tentativi dilatori'

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Roma, 7 gen. (Adnkronos) - “Le proposte di legge attualmente all’esame del Parlamento sull’antisemitismo hanno origini diverse e risalgono a periodi differenti: da quella presentata dal senatore Romeo nel gennaio 2024, a quella del senatore Scalfarotto nel luglio 2025, fino alla proposta del sottoscritto dell’agosto 2025 e a quella più recente del senatore Del Rio, depositata il 20 novembre. Ben vengano altre proposte e ben venga un lavoro che porti a delle conclusioni poiché l’antisemitismo non scoppia oggi e non è una questione recente, anche se si è aggravata recentemente". Lo ha detto il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, intervenendo in Commissione Affari Costituzionali del Senato "Il fulcro delle proposte è il riconoscimento e la valorizzazione della definizione di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), già esistente da decenni e adottata anche dall’Italia con il governo Conte. Come ogni legge, non può garantire l’eliminazione del fenomeno, ma rappresenta un’affermazione di principio con una forte valenza morale e simbolica. Nel dibattito sono emerse differenze tra i testi, talvolta alimentate da campagne di disinformazione che hanno generato violenze, minacce e denigrazioni, non solo da parte di manifestanti ma anche da parte di giornali o docenti. Ciò che conta, però, è la sostanza della norma che il Parlamento intende approvare. C’è piena disponibilità a lavorare su un testo base e a favorire ogni convergenza sul contenuto". "Sul tema dei tempi, ribadisco la contrarietà a legiferare sull’onda delle ricorrenze: le leggi devono essere approfondite e approvate quando il Parlamento lo ritiene opportuno, non per rispettare una data simbolica. Nessuna preclusione, dunque, a concludere l’iter entro il 27 gennaio, ma senza forzature. L’obiettivo è chiaro: arrivare a una decisione in tempi certi, evitando ogni tentativo dilatorio che sarebbe il segnale di una resistenza a una normativa più incisiva contro l’antisemitismo”.