Gazzetta di Reggio

La storia

Il dentista di Novellara che ogni vanno va in Ghana per costruire un orfanotrofio. L’appello: «Servono volontari elettricisti e idraulici per fare gli impianti»

Il dentista di Novellara che ogni vanno va in Ghana per costruire un orfanotrofio. L’appello: «Servono volontari elettricisti e idraulici per fare gli impianti»

La missione di Guido Corradi nella città costiera di Aflao per seguire personalmente i lavori di costruzione: «Qui hanno soltanto una carriola: no betoniere o ponteggi. Ma ce la faremo»

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Novellara Ormai è una tradizione per il dentista novellarese Guido Corradi recarsi in missione durante il periodo natalizio in Ghana nella città costiera di Aflao per seguire personalmente i lavori di costruzione del nuovo orfanotrofio “Providence Home” che dovrebbe essere inaugurato il prossimo Natale. Quest’anno Corradi ha viaggiato nel paese africano assieme all’ingegnere Roberto Brighenti di Guastalla, professore di Scienze delle costruzioni all’Università di Firenze che, come volontario, sta mettendo a disposizione le sue competenze per l’edificazione della struttura. «Stiamo facendo l’impossibile – dice Corradi dal Ghana – per cercare di completare un progetto piuttosto complesso affidandoci ad un’impresa edile locale che, come dotazione strumentale, ha davvero soltanto una carriola. Non ci sono betoniere, escavatori o ponteggi, quindi si fa tutto a mano e i secchi di bitume vengono trasportati sulla testa. È davvero un gioco da equilibristi conciliare le stringenti tecniche costruttive italiane con le poche risorse disponibili in loco».

Prosegue il dentista: «Con Brighenti ci siamo concentrati sulle fondamenta, che abbiamo rinforzato con dei cordoli in calcestruzzo armato, un concetto praticamente estraneo alle prassi edili del posto. Senza dimenticare le tempistiche di lavoro davvero diverse dalle nostre. In più servono le misure precise delle travi perché in cantiere non hanno nessun strumento per modificarle o segarle». Prosegue il dentista: «Vedere sorgere le armature verticali dei pilastri e i primi muri è una vera e propria liberazione che ci fa sentire vicini all’obiettivo dopo due anni di lavoro. Verso la fine di maggio dovrebbe essere pronto il tetto, prima della stagione delle piogge. Poi verrà approntata l’impiantistica: al riguardo sarebbe importantissimo trovare dei pensionati che sanno fare gli elettricisti o gli idraulici disposti a venire per due settimane a lavorare sul cantiere. I lavori termineranno con un impianto di desalinizzazione dell’acqua, un impianto fotovoltaico per produrre energia elettrica e la pavimentazione dell’area cortiliva». Sulle tempistiche, Corradi si sbilancia: «Speriamo di poter terminare i lavori per Natale 2026 con l’inaugurazione che sarà un giusto premio ai nostri sforzi». In tutto, ad oggi, per completare l’opera potrebbero non bastare altri 60mila euro. Tutto il progetto è finanziato dall’Associazione di volontariato “Il Sorriso di Bright Odv” grazie a donazioni private e alle elargizioni del 5 per mille. Il sodalizio capitanato dalla presidente Loretta Bianchi ha appena inviato 20mila euro in Ghana per sostenere questa fase dei lavori. Inoltre “Il Sorriso di Bright” è l’unico ente sostenitore dell’orfanotrofio (operativo dal 2019 e in attesa d trasferirsi nella nuova sede) attraverso l’erogazione di un contributo fisso mensile di 1.300 euro per il pagamento di vitto e rette scolastiche dei 35 bambini ospitati. «Voglio ringraziare gli sponsor che ci stanno aiutando in qualsiasi modo offendo materiali che stanno arrivando in Africa con un container e chi partecipa semplicemente alle cene per la raccolta dei fondi. Ma un grazie speciale lo devo riservare al nostro benefattore più importante, Edi Righi di Reggio, presidente dell’Associazione “Be Children”, il cui contributo è stato determinante per realizzare finalmente “Il sogno di Mamy Helen”, colei che ha fondato l’orfanotrofio Providence Home che - anche dopo la sua prematura scomparsa – continua a dare una possibilità e un futuro a questi bambini». Conclude il dentista di Novellara: «Tutto questo significa davvero “aiutarli a casa loro”, come ha fatto l’ingegner Brighenti di Guastalla che “la casa” gliela sta davvero costruendo. Senza di lui questo bellissimo “sogno” non avrebbe preso forma».l © RIPRODUZIONE RISERVATA