Sanità, Fi: "Eliminare incompatibilità medici Ssn per ridurre liste d'attesa e gettonisti"
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Roma, 15 gen. (Adnkronos Salute) - Eliminare il regime di incompatibilità che attualmente impedisce ai medici e professionisti del Servizio sanitario nazionale di operare e lavorare liberamente per qualunque presidio del Ssn, pubblico o privato accreditato, prevedendo la possibilità su base volontaria di poter lavorare un numero aggiuntivo di ore sempre nell'ambito della sanità pubblica. E' quanto prevede il testo di legge promosso dai gruppi parlamentari e dalla Consulta nazionale di Forza Italia, presentato oggi nel corso di una conferenza stampa organizzata alla Camera da Forza Italia, con Antonio Tajani, vicepremier, ministro degli Esteri e segretario nazionale di Fi; Orazio Schillaci, ministro della Salute; Paolo Barelli, presidente dei deputati di Fi; Letizia Moratti, europarlamentare di Fi e presidente della Consulta di Fi, e rappresentanti delle sigle del settore medico-sanitario. Obiettivi del provvedimento: ridurre le liste d'attesa; offrire più prestazioni sanitarie pubbliche, sia negli ospedali sia sul territorio, utilizzando risorse professionali già presenti e puntando a una maggiore flessibilità del sistema, permettendo ai cittadini di curarsi prima, senza dover ricorrere al privato. E ancora: rendere il Ssn più forte e attrattivo, così da trattenere i professionisti, compensare pensionamenti e dimissioni; ridurre i costi emergenziali come ad esempio quello dei 'gettonisti'. Il regime di incompatibilità, previsto dalle legge del 1991, ha sottolineato Tajani in veste di leader di Fi, "ha l'effetto di ridurre il numero di medici disponibili nel Ssn per far fronte alle esigenze dei cittadini. La nostra è invece una proposta di libertà". Per rispondere alla maggiore domanda di salute, tenuto conto dell'attuale carenza di medici, ha spiegato Moratti, "sono necessarie soluzioni: la nostra proposta modifica la legge 1991 eliminando il divieto di cumulo delle attività nell'ambito del Ssn". Questo significa che i medici dipendenti del Ssn e convenzionati (ospedalieri, medici di famiglia, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali) "potranno effettuare ore lavorative in più fuori dal servizio che già fanno, andando in altri ospedali, negli ambulatori, nelle Case o negli Ospedali di comunità. Si tratta di ore aggiuntive volontarie e retribuite, gestite dalle Regioni in base ai propri bilanci". Così, ad esempio, un medico ospedaliero il cui orario lavorativo settimanale è di 38 ore potrebbe scegliere di lavorare delle ore aggiuntive in un'altra qualsiasi struttura pubblica o privata convenzionata, con l'effetto di ridurre le liste d'attesa e aumentare le prestazioni per i cittadini. "Avere un solo contratto fisso di 38 ore settimanali nel pubblico è oggi anacronistico - ha detto Schillaci - perché sono mutate le esigenze di cittadini e professionisti. Un medico giovane può, ad esempio, voler lavorare di più. Per questo motivo rivendico maggiore flessibilità e un maggior ruolo del ministero anche nell'ambito dei contratti di lavoro".