Gazzetta di Reggio

Viabilità

Finale, il Ponte nuovo resta chiuso 8 mesi: cambia la viabilità, disagi per tutti

di Chiara Marchetti
Finale, il Ponte nuovo resta chiuso 8 mesi: cambia la viabilità, disagi per tutti

Il cantiere di rifacimento dell’infrastruttura tra Cento e Pieve, nel Bolognese, avrà serie ripercussioni sulla viabilità della Bassa

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FINALE. Si tratta di un’opera «urgente e necessaria» quella relativa al progetto di rifacimento del cosiddetto “ponte Nuovo” che collega Cento a Pieve. Nonostante l’infrastruttura non sia in territorio modenese, i lavori avranno un impatto anche sulla popolazione della Bassa, in particolare su chi proviene da Finale. La lunga chiusura per il cantiere, che durerà circa otto mesi da aprile a novembre di quest’anno (compreso il collaudo), modificherà la viabilità per tutti coloro che viaggiano verso il territorio bolognese e viceversa.

Le alternative

Appena cominceranno i lavori, le alternative saranno due: passare per il “ponte Vecchio” di Cento, strada spesso molto trafficata, o per San Giovanni. «Parliamo di un intervento – hanno spiegato un paio di mesi fa i sindaci Edoardo Accorsi di Cento e Luca Borsari di Pieve – che nasce da un’urgenza oggettiva. Dopo la tragedia del ponte Morandi nel 2018, tutti i ponti e viadotti italiani sono stati sottoposti a verifiche approfondite e straordinarie. Da quelle analisi è emerso che il ponte Nuovo presentava criticità strutturali importanti, tanto da imporne la chiusura immediata per circa tre mesi. In quel periodo furono realizzate opere provvisionali che hanno consentito la riapertura, garantendo nel tempo la stabilità dell’infrastruttura grazie a monitoraggi periodici. Da allora, l’obiettivo è sempre stato uno: reperire le risorse necessarie per un intervento definitivo e strutturale di messa in sicurezza».

Costi dell’operazione

Ora le risorse sono a disposizione dei due paesi grazie al lavoro congiunto fra il Comune di Cento, che ha reperito due milioni di euro di fondi europei, e la Città Metropolitana di Bologna, la quale finanzia la restante parte del costo complessivo di 5.7 milioni di euro di lavoro. «Si tratta di un’opera complessa – continuano i due primi cittadini – le cui lavorazioni si realizzeranno per la maggior parte nell’alveo del Reno, che potranno quindi risentire delle condizioni meteorologiche e idrauliche. Siamo consapevoli dei disagi che questo cantiere comporterà, fra cui in particolare il traffico, ma stiamo lavorando insieme alla Città Metropolitana e ai tecnici per ridurli il più possibile: predisporremo percorsi alternativi, in particolare per il traffico pesante, e una campagna informativa per tenere i cittadini costantemente aggiornati. Considerata l’importanza strategica di questa infrastruttura, abbiamo chiesto supporto alla Regione Emilia-Romagna, con la quale è già in corso un costante dialogo».