Gazzetta di Reggio

Tumori, oncologo: "Con nuovo mix cancro vescica sempre più sotto controllo"

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Roma, 5 feb. (Adnkronos Salute) - "Il tumore della vescica coinvolge circa 31.000 nuovi pazienti l'anno in Italia e in una piccola quota di questi pazienti la malattia esordisce già come una forma avanzata, ovvero con delle metastasi. Un'altra quota di pazienti che ha una diagnosi in una fase localizzata di malattia evolve purtroppo verso una forma avanzata. Quando ci troviamo di fronte a questi pazienti l'obiettivo delle cure è quello di aumentare la sopravvivenza e migliorare la qualità di vita". Così Roberto Iacovelli, professore associato di Oncologia medica, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, Fondazione Policlinico Gemelli, Irccs di Roma, all'incontro con la stampa promosso da Msd oggi nella Capitale, dopo che Aifa ha approvato la rimborsabilità di pembrolizumab in 3 nuove indicazioni (carcinomi cervice, endometrio e urotelio) che si aggiungono alle attuali 25. "Ed è proprio in questo contesto che l'utilizzo dell'immunoterapia pembrolizumab in associazione ad un altro farmaco, l'anticorpo coniugato enfortumab vedotin, è in grado di aumentare le aspettative di vita dei pazienti, di raddoppiare la sopravvivenza, la possibilità di controllare più a lungo la malattia e di ridurre nel 70% dei casi circa la malattia in una maniera in clinicamente significativa, con un 30% dei pazienti che ha una scomparsa della malattia, ovvero delle metastasi. E questo ovviamente si traduce clinicamente in un benessere importante per i pazienti, perché significa togliere la malattia, togliere tutti i sintomi legati alla presenza della malattia". "Ecco - conclude - in questo nuovo contesto, in questo gruppo di pazienti sta cambiando, grazie a questa nuova associazione, il trattamento. E tutti i pazienti in Italia che esordiscono con una malattia di tipo metastatico localmente avanzato devono essere valutati per l'avvio di un trattamento con pembrolizumab in associazione con enfortumab vedotin".