Gazzetta di Reggio

Scat dona 80mila euro al Ceis per la tutela dei minori

Serena Arbizzi
Scat dona 80mila euro al Ceis per la tutela dei minori

Reggio Emilia: accordo triennale di collaborazione tra l’impresa e il Centro di Solidarietà

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Reggio Emilia Una donazione di 80mila euro e l’avvio di un percorso di verso un accordo triennale. È stata presentata ufficialmente la nuova collaborazione tra Scat, azienda che dal 1933 distribuisce energia e servizi attraverso 65 impianti di distribuzione carburante in gran parte a marchio Ego, e il Ceis (Centro di solidarietà di Reggio Emilia).

Scat, guidata dalla quarta generazione di una famiglia reggiana, ha sempre creduto che il ruolo di «un’azienda non si esaurisca nella produzione di valore economico, ma includa anche la responsabilità di restituire valore alla comunità in cui opera - afferma il presidente di Scat, Andrea Salsi -. Al Ceis siamo legati da un’amicizia personale e da una collaborazione istituzionale. Abbiamo cercato di costruire un progetto che fotografa una criticità emergente, riguardo la tutela dei minori. La donazione di 80mila euro non è un evento isolato. Collaboreremo, infatti, tramite un programma triennale di sostegno. I minori, infatti, sono i cittadini del domani».

Il direttore generale di Scat, Andrea Tagliavini, ricorda le numerose iniziative con cui l’impresa ha sostenuto la comunità, tra cui la donazione di 100mila euro all’ospedale reggiano durante il Covid, o il sostegno ai territori alluvionati dell’Emilia Romagna. Don Giuseppe Dossetti, presidente del Centro di Solidarietà di Reggio Emilia, rimarca come i «ragazzi che hanno sfiorato la morte siano anticorpi sociali importanti. È ora di finirla di colpevolizzare i genitori, che soffrono e hanno un pesante stigma sociale». Don Dossetti ricorda poi l’espansione conosciuta dal Ceis dal 2000. E come «da quelli che sono considerati problemi, possano derivare contributi alla vita sociale». «Il Centro di Solidarietà accoglie con grande riconoscenza il sostegno di Scat, che rappresenta un segnale importante di fiducia nel lavoro educativo svolto e un’opportunità per rafforzare la capacità di accoglienza e accompagnamento dei minorenni in situazioni di fragilità».

«Il nostro sistema di accoglienza dei minori prevede cinque comunità - afferma Antonio Lanzoni, vicepresidente del Ceis -. La comunità educativa Santa Maria Maddalena è l’ultima che integra le diverse risposte a seconda di chi accogliamo». Il sostegno di Scat servirà sia dal punto di vista logistico, per struttura e apparecchiature, sia per i percorsi dei ragazzi. «Puntiamo di renderli maturi nella maggior età - aggiunge Lanzoni -. Su cinque strutture disponiamo di 45 posti residenziali. “Santa Maria” ha 10 posti a disposizione di cui due di pronta accoglienza. Attualmente ospita quattro ragazzi». Questa forma di accoglienza avviene sempre in collaborazione con i servizi sociali. Le strutture si occupano anche di “riabilitare” ragazzi arrestati che vanno incontro a un percorso giudiziario. In prevalenza, i ragazzi ospitati sono minori stranieri non accompagnati, soprattutto maschi. Il percorso è suddiviso in più fasi: la prima dell’accoglienza, con l’inserimento del ragazzo, per poi determinare il piano educativo delle comunità. l © RIPRODUZIONE RISERVATA