«Ho sbagliato ed è giusto che paghi, ma non ho schiaffeggiato l’arbitro»
Pasquale Capuozzo, capitano della Cerredolese, parla dell’episodio in campo contro Real Dragone in Seconda Categoria. Oggi il verdetto del giudice sportivo
Reggio Emilia «Non voglio cercare scuse per i fatti accaduti domenica scorsa, chiedo perdono ma c’è stata una mancanza di rispetto nei miei confronti. Il mio gesto è stato ingigantito, soprattutto da alcuni organi d’informazione. Dopo che l’arbitro mi ha espulso gli ho dato un lieve colpo sulla nuca, mentre ho letto di schiaffi o addirittura di aggressione. La gente può pensare che io sia un delinquente, ma non è affatto così». Pasquale Capuozzo, 31enne capitano della Cerredolese – con trascorsi in Serie D (Casertana) ed Eccellenza (Castellarano) – prova a fare chiarezza su quanto è successo nell’arroventato finale di Real Dragone-Cerredolese, partita di Seconda categoria girone F disputata sul sintetico di Polinago, nel Modenese. Al minuto 79 – di una partita che fino a quel momento si era disputata in maniera corretta – sul risultato di 1-1, l’arbitro modenese Francesco Gammuto ha concesso un rigore ai padroni di casa. Capuozzo, a quel punto che cos’è successo? «Ho protestato per il rigore, l’ho fatto in maniera vivace, e l’arbitro mi ha sventolato il cartellino rosso. A quel punto – sbagliando – gli ho dato un lieve scappellotto sulla nuca e me ne sono andato verso gli spogliatoi. Lui è rimasto in piedi e ha finito di dirigere».
Dopo la partita ha provato a parlare con l’arbitro?
«Dico subito che questo direttore di gara nei confronti dei giocatori si presenta sempre molto bene, è gentilissimo. Questo per dire che non c’era prevenzione nei suoi confronti. Finita la partita con un nostro dirigente sono andato a parlargli per scusarmi. Quello che ho fatto, lo ribadisco, è un gesto ingiustificabile, a maggior ragione commesso indossando la fascia da capitano. L’arbitro ha accettato le mie scuse e pensavo fosse finita lì». E invece? «Mentre rientravo verso casa, all’altezza di Roteglia mi telefona un compagno di squadra dicendomi che l’arbitro aveva chiamato l’ambulanza dopo aver accusato dei giramenti di testa».
In passato è stato coinvolto in altre situazioni del genere? In altre parole: lei è una testa calda?
«No, sono un tipo tranquillo, cose del genere non mi erano mai accadute in tanti anni che gioco. Ma non sto qui a piagnucolare o cercare scusanti: domenica ho fatto un gesto irrispettoso e – seppur in modo lieve – ho colpito l’arbitro. L’unica cosa che ci tengo a sottolineare è che non ho aggredito nessuno, tantomeno schiaffeggiato. Si è trattato solamente di un leggero scappellotto nella nuca».
Che squalifica si aspetta?
«Penso nell’ordine di uno o due anni, giustamente devo pagare per quello che ho fatto. Così come accetto anche la denuncia che probabilmente riceverò da parte del direttore di gara. Come ho detto mi assumo le mie responsabilità, ma non ci sto a passare per un delinquente. Ho deciso di parlare per chiarire come si sono effettivamente svolti i fatti». Il verdetto del giudice sportivo è dunque atteso nella giornata di oggi. © RIPRODUZIONE RISERVATA
