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«I residenti attori cruciali della vita del centro storico: per loro necessarie azioni concrete». Le proposte della Consulta

«I residenti attori cruciali della vita del centro storico: per loro necessarie azioni concrete». Le proposte della Consulta

Consegnato il Patto d’ambito 2026: tra i punti chiave residenzialità, vivibilità e rilancio. Sul fronte sicurezze: «Situazione peggiorata: urgono soluzioni innovative»

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Reggio Emilia Prova a ribaltare la prospettiva la Consulta del centro storico nel Patto d’ambito 2026, inviato alla giunta e consegnato al pubblico durante l’incontro di martedì sera in aula Manodori. O forse più naturalmente per riportare il “centro al centro” prova a ripartire da un elemento chiave: i suoi abitanti. Si parla infatti di residenzialità al primo punto del nuovo documento che l’organismo di partecipazione (eletto nel 2023) ogni anno è chiamato a elaborare e che porta all’attenzione dell’amministrazione comunale problemi, ma anche visioni. Con una richiesta specifica: «Coerenza».

Vivere in centro
«Quando un centro storico perde residenti, perde funzioni. E quando perde funzioni, perde commercio. Ma la valutazione nel nostro caso è anche in senso contrario: un centro storico che perde funzioni, perde residenti (e visitatori) e perde anche commercio» si legge. Dalla Consulta del centro storico arriva un altolà e una proposta. «Molti stanno pensando di andarsene – avverte il gruppo coordinato da Alessandro Roccatagliati e Nicky Murphy –. Invece, bisogna mettere sul piatto qualcosa di concreto in favore dei residenti per far loro capire quanto è importante la loro presenza, e che proprio loro sono attori cruciali della vita del centro storico». Parlano, ad esempio, di forme di agevolazioni materiali (fiscalità, parcheggi) come «riconoscimento di un vivere in zone per più versi meno comode, eppure nevralgiche per il futuro della comunità cittadina». E chiedono soprattutto «un cambio di prospettiva» oltre agli eventi, che pure hanno fatto bene negli ultimi tempi al centro storico. «Possono creare momenti di festa e picchi di presenza, ma non bastano a produrre continuità: il centro storico non va “acceso”, va abitato stabilmente». Richiamano l’attenzione sull’abitare tenuto conto delle diverse fasce di popolazione che vivono, o possono voler vivere nell’esagono, e sulle quali costruire i progetti residenziali: studentati, alloggi per lavoratori e co-housing per la popolazione anziana, vedi il progetto da tempo nel cassetto per l’Omozzoli-Parisetti.

Verde e vivibilità
Connesso all’abitare c’è il tema del verde: la richiesta di valorizzazione del Parco del Popolo era al centro del primo documento prodotto due anni fa. Da qui, la massima attenzione alla rigenerazione da 2,5 milioni di euro programma dal Comune per giardini pubblici e parcheggio Zucchi. «Il centro storico probabilmente più di ogni altro quartiere cittadino fa i conti con gli effetti del cambiamento climatico» rimarcano. Chiedono di difendere «l’abitabilità» del centro con la moltiplicazione degli alberi e l’attenzione ad esempio ai giardini di piazza San Zenone e San Girolamo.

Negozi e servizi pubblici
Al quarto punto c’è poi il gravoso tema dell’impoverimento commerciale. La Consulta guarda con favore a modelli consortili nuovi (sulla scia di quanto succede a Modena con Modena Amore Mio), ma non solo. Si chiede anche di «concepire programmi pubblici che facciano da ponte tra esercenti storici in uscita, giovani interessati ad avviare un’attività, scuole, enti formativi e fondi di sostegno e innovazione digitale ed e-commerce» per sostenere il ricambio generazionale. Fino al riferimento alle Ztl e ai problemi da tempo denunciati dai commercianti come ostacolo ai flussi. La consulta propone «una più ampia apertura dei varchi, e quindi una più intensa percorribilità, in orario serale». Sul fronte delle attività pubbliche, poi il messaggio della Consulta è chiaro: chiede «una inversione di tendenza e il ritorno di funzioni direzionali anche pubbliche sempre più verso il centro storico». Rispetto invece a quanto avvenuto negli ultimi decenni dove dal centro sono venuti via molti servizi. «Se il Centro è ridivenuto una priorità, occorre insomma essere conseguenti anche su questo piano».

Sicurezza
Attenzione poi al tema sicurezza, strettamente connesso al degrado. «Stazionano e agiscono persone con evidenti dipendenze (...) potenzialmente pericolose per gli abitanti e coloro che transitano» denuncia la Consulta. Che torna a insistere sulla «riconfigurazione dei Poli Sociali che ne prevedesse uno specifico per il centro storico». «La proposta non fu ritenuta utile e praticabile. Fatto sta che negli ultimi due anni e mezzo le cose sono peggiorate. Appare perciò decisamente poco accettabile che quanto si può e si deve fare in questi campi non venga attuato». «E anche l’utilizzo di operatori incaricati del terzo settore non risulta affatto efficace, con la conseguente insofferenza o paura sempre più montante: urge trovare soluzioni diverse e innovative, e cambiare complessivamente registro». Chiedono poi campagne di educazione e controlli.

Parcheggi
Si parla poi di accessibilità al centro, con la richiesta di un piano parcheggi organico a favore dei residenti e di visitatori, di accessibilità sostenibile all’esagono. E di turismo: evidenziando ancora una volta la necessità di puntare sul brand Tricolore.  © RIPRODUZIONE RISERVATA