Gazzetta di Reggio

Sanità

Torna il medico per l’emergenza per l’estate nell’Alto Frignano: cosa cambia

Torna il medico per l’emergenza per l’estate nell’Alto Frignano: cosa cambia

L’annuncio dell’Ausl nell’incontro organizzato a Fanano con sindaco e comitati: «Impegno a tenere in debita considerazione l’impatto dei flussi turistici stagionali»

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FANANO. Quest’estate tornerà l’automedica 118 nell’Alto Frignano, per garantire un incremento assistenziale nel periodo clou dell’afflusso turistico, quando nel territorio sono presenti molte più persone. È stato annunciato nell’incontro che si è tenuto lunedì 23 febbraio, chiudendo così il caso che si era aperto nel luglio 2025 con la soppressione del medico per l’emergenza a Fanano. L’incontro si è tenuto proprio a Fanano, per fare il punto sul Progetto Salute della Montagna, alla presenza del dg Ausl Mattia Altini, del direttore del Distretto di Pavullo Massimo Brunetti, del sindaco di Fanano Stefano Muzzarelli, di consiglieri comunali e dei rappresentanti del Comitato consultivo misto di Pavullo e del Comitato Salute della Montagna di Fanano. Organizzato su richiesta di Muzzarelli, è stato il primo di una serie di appuntamenti che l’Ausl realizzerà nei 18 Comuni montani coinvolti nel progetto.

Il Progetto Montagna

Sono stati presentati e approfonditi i dati e gli indirizzi già illustrati nei giorni scorsi al presidente della Provincia Fabio Braglia, e ai sindaci capidistretto dei territori interessati. Un quadro che tiene conto delle specificità della montagna modenese: popolazione più anziana, elevata incidenza di cronicità, distanze geografiche, difficoltà di reperimento dei professionisti sanitari e presenza di flussi turistici stagionali. È stato così possibile illustrare in modo puntuale le progettualità in fase di sviluppo, che rappresentano i sei assi portanti del Progetto Salute della Montagna: il rafforzamento della rete territoriale di prossimità, con ambulatori per le urgenze a bassa complessità e team medici e infermieristici dedicati; lo sviluppo della telemedicina e della rete digitale integrata, per ridurre gli spostamenti e migliorare la continuità delle cure; il consolidamento della rete dell’emergenza-urgenza, inserita in una logica di sistema e di integrazione provinciale; l’approccio “one health” sul rapporto tra salute, ambiente e comunità; il coinvolgimento attivo dei cittadini nei percorsi di partecipazione; l’avvio di una vera e propria “Scuola della Salute” nei territori montani, in collaborazione con Unimore.

L’emergenza

Sul tema specifico della riorganizzazione dell’emergenza-urgenza, l’Ausl ha ribadito l’impegno, già previsto all’interno del Progetto Salute della Montagna, a mettere in atto tutte le azioni propedeutiche al reperimento delle risorse mediche di emergenza-urgenza necessarie a garantire la copertura di un turno aggiuntivo con automedica in Alto Frignano nel periodo estivo di maggior affluenza turistica. «Un impegno – sottolinea l’Ausl – pensato per tenere in debita considerazione, in modo equo per tutti i Comuni montani, l’impatto dei flussi turistici stagionali sulla domanda di assistenza. Nel corso del confronto è stato inoltre sottolineato come la riorganizzazione dei servizi di emergenza si inserisca in una visione complessiva di rete, che integra mezzi di soccorso avanzato e mezzi di base, elisoccorso, telemedicina e monitoraggio continuo dei tempi e degli esiti degli interventi, con l’obiettivo di garantire sicurezza, appropriatezza ed efficacia su tutto il territorio montano». «Le progettualità espresse nel Progetto Salute della Montagna – continua l’Ausl – rappresentano un percorso strutturato e di lungo periodo, orientato a rafforzare la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario regionale, affrontando in modo concreto e progressivo le criticità evidenziate nei mesi scorsi. In questo quadro, è stata riscontrata la disponibilità al confronto e alla partecipazione da parte dei comitati confermando l’importanza di un dialogo continuo».