Ucraina: Fassino, 'a Kiev resistono anche per noi e non possiamo lasciarli soli'
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Roma, 24 feb. (Adnkronos) - “A 4 anni da un’aggressione che ha causato all’Ucraina centinaia di migliaia di vittime e la devastazione dell’intero Paese, si intensificano gli appelli alla pace, tutti affermando che deve essere 'giusta e sicura. Ma perché una pace sia accettabile e accettata occorrono alcune essenziali condizioni: non sia frutto di imposizioni, sia condivisa tra le parti, rispetti la sovranità di ogni nazione.” Lo afferma Piero Fassino, vicepresidente della commissione Difesa della Camera. “Sono condizioni -aggiunge- che fino ad oggi non si sono verificate perché Putin persegue una pace fondata su una vittoria militare e su una resa umiliante per gli ucraini, imponendo la sottoposizione di Kiev ad un regime di 'sovranità limitata'. E per ottenerla, mentre dichiara di voler negoziare, in realtà continuano ogni giorno brutali bombardamenti, colpendo indiscriminatamente popolazione civile e infrastrutture essenziali per la vita quotidiana. Una pace giusta e sicura -ribadisce Fassino- è altra cosa da quel che vuole imporre Mosca e richiede un pieno e continuo sostegno europeo alla resistenza ucraina per consentire a Kiev di andare ad un tavolo negoziale in condizioni di parità con Mosca". “Quattro anni di guerra -conclude l'esponente Dem- ci hanno dimostrato che è in gioco la pace, la sicurezza, la stabilità non solo dell’Ucraina, ma anche dell’intera Europa e dobbiamo essere consapevoli che gli ucraini resistono anche per noi. Per questo non possiamo lasciarli soli".