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L’ombra della crisi Realco anche sul Sigma di Rolo: mancano prodotti dagli scaffali, ma il negozio rassicura

Mauro Pinotti
L’ombra della crisi Realco anche sul Sigma di Rolo: mancano prodotti dagli scaffali, ma il negozio rassicura

Il supermercato non rientra nell’elenco di quelli che chiudono. Il sindaco Ruggero Baraldi: «Siamo preoccupati: è l’unico negozio di alimentari rimasto in paese»

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Rolo Una crisi finanziaria di vaste proporzioni sta scuotendo il comparto della grande distribuzione organizzata in Emilia-Romagna. La cooperativa Realco, realtà storica attiva con le insegne Sigma, Ecu ed Economy, sta attraversando una fase drammatica, con un debito stimato che si aggira intorno ai 100 milioni di euro. L’azienda ha già richiesto l’ammissione al concordato preventivo, una mossa che mette potenzialmente a rischio 1.500 posti di lavoro e ha già portato alla chiusura temporanea di oltre una dozzina di punti vendita nella regione. Nel cuore di Rolo, in via Leonardo da Vinci 3, il supermercato Sigma rappresenta molto più di un semplice esercizio commerciale. Realizzato da pochi anni, il punto vendita impiega 12 dipendenti, una squadra composta interamente da giovani, molti dei quali con figli piccoli e responsabilità familiari. Sebbene il negozio di Rolo non sembri attualmente rientrare nell'elenco ufficiale delle chiusure imminenti, l'incertezza sul futuro della capogruppo proietta un’ombra pesante sulla stabilità dei redditi di questi operatori.

Il primo cittadino di Rolo, Ruggero Baraldi, sta seguendo la vicenda con estrema attenzione e non nasconde il timore per le ricadute sociali sulla comunità. «Siamo profondamente preoccupati» dice il sindaco Baraldi. «Il Sigma non è solo un’attività economica, è l’unico negozio di generi alimentari rimasto in paese. Una sua eventuale chiusura non sarebbe solo un dramma occupazionale per i dodici giovani lavoratori e le loro famiglie, ma diventerebbe un’emergenza sociale per l’intera cittadinanza. Penso soprattutto ai nostri pensionati e alle persone con ridotta mobilità: per loro, dover raggiungere Novi di Modena o Fabbrico, distanti dai 3 ai 6 chilometri, rappresenterebbe un disagio insormontabile. Non possiamo permettere che il nostro centro rimanga sguarnito di un servizio primario essenziale».

Nei giorni scorsi, il clima di incertezza è diventato tangibile: i cittadini, recandosi a fare la spesa, hanno trovato scaffalature parzialmente vuote. Un segnale che ha spinto molti a cambiare temporaneamente abitudini, temendo la chiusura definitiva. Tuttavia, all’interno del negozio sono apparsi dei cartelli che rassicurano la clientela: «Grazie. Gentili clienti, ci scusiamo per la temporanea mancanza di alcuni prodotti. Stiamo attraversando una fase di riorganizzazione importante, necessaria per migliorare il nostro servizio ed i negozi. Grazie di cuore per la vostra comprensione e per la vostra fiducia». L'invito che trapela tra le righe del comunicato è quello di stare vicini ai dipendenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA