Gazzetta di Reggio

La protesta

FedEx licenzia un lavoratore: sciopero e tafferugli con la polizia per il blocco ai cancelli

di Maria Sofia Vitetta

	I tafferugli fuori dalla sede di FedEx a Modena
I tafferugli fuori dalla sede di FedEx a Modena

Gli agenti sono intervenuti per consentire ai corrieri non in protesta di raggiungere la sede aziendale in via Germania. I Si Cobas coinvolti nei disordini. Fallito il tentativo di conciliazione in prefettura

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MODENA. Che «un lavoratore venga buttato in mezzo alla strada come se fosse un ferro da rottamare» è inaccettabile. Tiziano Loreti, coordinatore di Si Cobas di Modena, lo ha ribadito ieri mattina – 27 febbraio – durante lo sciopero degli autisti Mov.Ing dell’appalto FedEx Modena, proclamato dal sindacato intercategoriale davanti ai cancelli della filiale, in via Germania.

La protesta

Lo stato di agitazione, iniziato alcuni giorni fa, è stato stabilito in seguito al licenziamento di un dipendente della società Mov.Ing, impiegato da diciassette anni come autista e corriere presso la sede modenese di FedEx. Il licenziamento sarebbe avvenuto dopo un accertamento del Collegio Medico Unico dell’Ausl di Modena, che ha dichiarato il lavoratore idoneo alla sua mansione, ma con una limitazione ben precisa: non dover movimentare manualmente carichi superiori ai dieci chili. «Due giorni fa si è verificato il primo sgombero, che non è stato violento. Oggi, invece, la polizia ha deciso di intervenire in modo pesante. Alcuni manifestanti sono stati trascinati lungo la strada e uno di loro è stato portato in ospedale dopo essersi fatto male ad una gamba», ha sottolineato Loreti, raccontando i momenti di tensione della mattinata. L’intervento della polizia è stato ripreso dai presenti. L’intento delle forze dell’ordine era quello di spostare i manifestanti che occupavano lo spazio antistante ai cancelli della sede di FedEx, impedendo ai mezzi di entrare e uscire e «l’azienda ha deciso di licenziarlo nonostante ci sia la possibilità di trovare un’alternativa».

Le richieste

Il dipendente, fanno sapere i Cobas, potrebbe operare servendosi di ausili meccanici, di mezzi dotati di sponda o di pedana mobile, di cui Mov.Ing già dispone. Oppure svolgere attività meno gravose, compatibili con il proprio stato di salute. A farlo presente è sempre Si Cobas, definendo il licenziamento “ingiustificato, ritorsivo e antisindacale”: «Operano stabilmente presso il medesimo appalto circa 70 autisti, adibiti alle più svariate tipologie di trasporto e di servizio, con ampia possibilità di rotazione e redistribuzione delle mansioni». Con lo stato di agitazione, infatti, si chiede il reintegro immediato del dipendente. «Abbiamo avuto un incontro in prefettura e percepito una chiusura totale da parte dell'azienda. La proposta è stata quella di aggiungere 500 euro netti al mese per un anno alla Naspi destinati al lavoratore, ma di non farlo più rientrare. Abbiamo convocato lo sciopero generale di tutta la provincia di Modena per lunedì mattina. Continueremo a manifestare». Di licenziamento si parla anche in altre filiali FedEx. A Bologna sono 4 i lavoratori sospesi senza stipendio per lo stesso motivo. È stato proclamato, infatti, lo sciopero della filiera nazionale. E, come se non bastasse, a Bologna, Firenze e Torino gli hub logistici sono fermi per esprimere solidarietà. Anche nel corso del pomeriggio i manifestanti hanno ostacolato l’accesso di una cinquantina di furgoni, rimasti bloccati davanti alla sede modenese di FedEx nell’attesa di poter varcare i cancelli.

Il commento

«Si sono sdraiati per terra e non ci hanno fatto passare per circa due ore», ha spiegato uno degli autisti Mov.Ing dell’appalto FedEx Modena al termine della giornata lavorativa. «Stamattina dovevamo effettuare le consegne e non riuscivano ad uscire con i nostri mezzi. Oggi pomeriggio, invece, dopo esserci occupati dei ritiri avevamo bisogno di entrare per scaricare la merce». Ma questa volta la polizia non è intervenuta. Giunti davanti all’azienda verso le 16, i corrieri sono riusciti ad entrare solo intorno alle 18, quando i partecipanti allo sciopero hanno deciso di sospendere il blocco. «Là fuori, al lavoro, eravamo 61 autisti rispetto a un totale di 66 driver. I nostri colleghi scioperanti erano solamente cinque. Tutte le altre persone non le conoscevamo».

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