Gazzetta di Reggio

Il caso

Morde l’orecchio di un turista a Bangkok: arrestato e poi liberato un 20enne reggiano

Ambra Prati
Morde l’orecchio di un turista a Bangkok: arrestato e poi liberato un 20enne reggiano

La zuffa durante la vacanza in Thailandia: il reggiano si sarebbe intromesso a difesa di una donna, poi la lite. Il fermo all’aeroporto mentre era in procinto di tornare a casa. La Farnesina segue il caso

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Cadelbosco Sopra Appena partito insieme alla fidanzata e a un gruppo di amici per quella che doveva essere una spensierata vacanza in Thailandia, a causa di una violenta lite con un altro turista, un ventenne di Cadelbosco Sopra è stato arrestato a Bangkok. Fino alla svolta nelle ultime ore: il giovane è stato liberato.

Cosa era successo
È accaduto all’inizio della settimana. Secondo il racconto del reggiano, entrati in un bar di Bangkok, il gruppo ha notato un uomo che strattonava e maltrattava una donna: il ventenne è intervenuto, a parole, in difesa della donna, redarguendo l’uomo, un turista di nazionalità finlandese. L’episodio pareva finito lì; invece, qualche ora dopo, il reggiano si è imbattuto di nuovo nel finlandese, ubriaco e aggressivo, ed è nato uno scontro fisico.

Nella zuffa il ventenne ha morso l’orecchio all’altro: è intervenuta la polizia thailandese, che ha portato entrambi i contendenti in commissariato. Lì al reggiano sarebbe stata richiesta la somma di 14.500 euro: non è ben chiaro a quale titolo, se si trattasse di una sanzione o di altro; di certo, dopo essersi consigliato con le persone vicine, il giovane ha rifiutato la pretesa economica ed è stato rilasciato. Senonché l’accaduto ha spaventato parecchio il ventenne che, temendo guai peggiori, ha pensato di prenotare un biglietto aereo per tornare in Italia; invece, quando si è presentato in aeroporto per imbarcarsi, la polizia lo ha fermato e lo ha dichiarato in stato di arresto.

È accaduto che, nel frattempo, il contendente ferito ha sporto denuncia; da qui l’accusa di lesioni personali gravi con danni permanenti. +

Tra Cadelbosco, Reggio e Bangkok sono iniziate febbrili telefonate – diurne e notturne, visto che il fuso orario è di sei ore – per cercare di capire cosa preveda la legge del posto, con una cultura e una giurisprudenza molto diverse dalla nostra, in casi simili. Le autorità italiane, tramite i propri funzionari a Bangkok, hanno individuato un avvocato difensore nella capitale thailandese che parla anche italiano, per tentare di sbrogliare la complicata matassa e capire quali siano le possibili soluzioni. Fino alla svolta nelle ultime ore: il giovane è stato liberato. © RIPRODUZIONE RISERVATA