Gazzetta di Reggio

Il caso

Un’altra condanna per il maniaco dei treni: sei le aggressioni tra Emilia e Lombardia. Ma resta libero

Ambra Prati
Un’altra condanna per il maniaco dei treni: sei le aggressioni tra Emilia e Lombardia. Ma resta libero

Si tratta di un pakistano 33enne, residente in centro storico a Reggio Emilia

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Reggio Emilia Siamo a due condanne e tre processi su sei aggressioni a sfondo sessuale alle ragazze che viaggiano da sole sui convogli regionali, comprese le minorenni. Parliamo del maniaco del treno, giudicato per l’ennesimo fatto fotocopia. Si tratta di un pakistano 33enne, residente in centro storico nella nostra città, condannato ieri dal tribunale collegiale di Modena per violenza sessuale aggravata (due le aggravanti, la minorata difesa della giovane e la recidiva specifica infraquinquennale) a un anno e quattro mesi. A questa pena occorre aggiungere un anno e tre mesi della precedente condanna a Reggio. L’aspetto preoccupante è che il profugo con protezione internazionale – che è afflitto da problemi mentali (è in cura al Centro di salute mentale dell’Ausl) – è tuttora libero di seminare la paura tra le viaggiatrici, nonostante continui a collezionare processi in giro per il Nord Italia a seconda della competenza territoriale con una serialità destinata a replicarsi.

Quest’ultimo fatto risale al 26 luglio 2023 quando, sul treno regionale Tper 22497 diretto da Mantova a Modena, l’uomo si è seduto di fianco a una 24enne e all’improvviso l’ha abbracciata, toccata sul seno destro e baciata sulla guancia; quando la giovane, ripresasi dalla sorpresa, ha cominciato a respingerlo lui ha cercato di baciarla sul collo. Nel frattempo il convoglio è arrivato in corrispondenza della fermata di Modena: la passeggera si è alzata, ma lui l’ha seguita tentando di nuovo di baciarla, non riuscendoci perché stavolta è stato tenuto a distanza con forza. Per l’accaduto ieri a Modena l’accusa (la titolare è il pm Ilaria Corbelli) ha chiesto il massimo della condanna, tre anni, proprio in virtù dei numerosi precedenti. L’avvocato difensore Mario Di Frenna ha chiesto che il reato venisse messo in continuazione con i precedenti, il che avrebbe consentito ulteriori benefici per l’uomo; ma il tribunale collegiale presieduto dal giudice Cristina Bellentani ha negato la proposta e ha emesso la condanna, riconoscendo la lieve entità.

La storia giudiziaria del 33enne conta un primo processo a Varese (assolto), poi a Reggio (assolto per due casi, condannato per altri due) e infine quanto accaduto a Modena. A Reggio, nel giro di sei mesi tra il 2021 e il 2022, la polizia ferroviaria aveva attribuito all’uomo quattro violenze sessuali: nei confronti di due maggiorenni era stato assolto perché l’identificazione non era stata certa, mentre per fatti fotocopia ai danni di due minorenni era stato condannato dal giudice per le indagini preliminari Silvia Guareschi in rito abbreviato (con lo sconto di un terzo sulla pena) a un anno e tre mesi. L’uomo era stato ritenuto colpevole di due episodi: il 27 novembre 2021 sul binario 7 a Parma ha toccato il seno e il sedere a una studentessa minorenne abbassandole la mascherina e baciandole il viso, mentre il 13 gennaio 2022 ha avvicinato una giovane in attesa del treno regionale per Bologna sul binario 4 e, dopo averle fatto domande sulla sua vita privata, quando il treno si è fermato con la scusa di salutarla l’ha stretta a sé, le ha palpato il seno e le ha dato due baci in bocca. l © RIPRODUZIONE RISERVATA