Il centro sociale Aq 16 è senza autorizzazioni: è scontro
Reggio Emilia: Aragona (FdI) chiede sgombero e dimissioni della giunta. L’assessore Prandi: «Patrimonio da non disperdere: lavoriamo al rispetto delle norme»
Reggio Emilia E’ scontro sul centro sociale Aq 16 dopo l’interrogazione di Fratelli d’Italia che chiedeva conto di autorizzazioni e convenzioni sulla sede del centro sociale e dopo la replica dell’assessore Davide Prandi che ha confermato come non ci sia allo stato una convenzione in essere. Nel pomeriggio anche Aq 16 ha organizzato una conferenza stampa.
Cosa è successo
L’affondo arriva da Alessandro Aragona, consigliere comunale e coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia, dopo la risposta dell'assessore Davide Prandi all'interrogazione in merito alla sede sullo stato degli ultimi 20 anni dello spazio di via Fratelli Manfredi. «Le amministrazioni reggiane, quelle precedenti quanto quelle in carica, hanno permesso per decenni che si svolgessero iniziative, eventi e centinaia di momenti di aggregazione in un locale occupato privo di qualsiasi autorizzazione. Una scelta folle, non solo dal punto di vista politico, ma anche dal punto si vista della sicurezza e della incolumità delle persone» commenta Aragona. «Nel tentativo di strizzare l'occhio al mondo radicale in funzione prettamente elettorale, si è deciso di chiedere gli occhi su una realtà abusiva sotto ogni punto di vista, tollerando in maniera incosciente che tutto ciò avvenisse in una struttura non a norma nelle più banali misure di sicurezza» aggiunge. «Tutto ciò appare ancora più scandaloso se consideriamo che alcuni membri della Giunta attuale erano presenti anche in quella precedente». Per Aragona, dunque, «il centro sociale AQ16 va sgomberato e la giunta immediatamente sciolta. Qua si va oltre la dialettica politica, si gioca con le vite umane. E questo a Reggio Emilia non è accettabile».
Le replica
La replica arriva dallo stesso Prandi. «Il dibattito nato in queste ore attorno alla situazione del Laboratorio Aq16 merita di essere affrontato con serietà e senza semplificazioni propagandistiche», afferma l’assessore alla Cura della città con delega alla Partecipazione. «I dati amministrativi sono stati chiariti nella risposta all’interrogazione: allo stato attuale non risultano agli atti convenzioni o titoli formali che disciplinino l’uso degli spazi. Detto questo, sarebbe un errore raccontare Aq16 solo come una questione burocratica. In oltre vent’anni quel luogo è stato uno spazio di aggregazione giovanile, culturale e sportiva che ha coinvolto centinaia di ragazze e ragazzi di Reggio Emilia. Molte attività – dai laboratori culturali allo sport di base – hanno un valore sociale reale per una parte della nostra comunità. Sarebbe infatti un errore, a nostro avviso, disperdere il patrimonio culturale e relazionale maturato in quel luogo. Patrimonio che fa parte della storia e dell'identità della nostra città e che contribuisce alla risposta a fenomeni attualissimi come il crescente isolamento e disagio giovanile».
«Proprio per questo l’amministrazione sta affrontando la questione con responsabilità – va avanti Prandi -. In queste settimane stiamo ricostruendo con precisione tutte le forme di utilizzo e le modalità con cui nel corso degli anni sono stati concessi o tollerati spazi pubblici simili dalle diverse amministrazioni. L’obiettivo è arrivare a un quadro amministrativo chiaro e trasparente. Va inoltre considerato che il quadro normativo sulla sicurezza negli ultimi anni è cambiato. Norme più stringenti su sicurezza degli eventi, agibilità degli spazi e responsabilità amministrative hanno inevitabilmente modificato il contesto entro cui realtà nate molti anni fa si trovano oggi ad operare. Anche per questo è necessario un approfondimento serio e aggiornato, che tenga conto di queste nuove regole e delle responsabilità che esse comportano. La priorità è duplice: da un lato garantire pienamente sicurezza, legalità e rispetto delle norme, dall’altro non disperdere esperienze sociali e progetti giovanili che negli anni hanno avuto un impatto positivo sulla città. Per questo sono in corso interlocuzioni istituzionali e approfondimenti tecnico-amministrativi che coinvolgono tutti i protagonisti della vicenda, comprese le realtà associative e gli stessi attori del Laboratorio Aq16, affinché si possa costruire una soluzione condivisa e sostenibile». «In questo percorso deve guidarci un principio semplice ma fondamentale: il primato della persona. L’obiettivo è individuare un percorso che riporti la situazione dentro un perimetro di regole certe, tutelando il valore sociale, culturale e sportivo delle attività rivolte ai giovani e garantendo la sicurezza di tutti» conclude.