L'Accademia di Belle Arti di Roma sperimenta la fusione tra fotografia e linguaggio mobile
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(Tecnologia) - realme annuncia una nuova collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Roma, assumendo il ruolo di partner fotografico ufficiale per un progetto che integra tecnologia mobile e formazione artistica. Nell’ambito di questa iniziativa, i dispositivi della serie realme 16 Pro vengono adottati dalla Scuola di Fotografia e Video come strumenti di sperimentazione per docenti e studenti. L'obiettivo dichiarato dell'operazione è stabilire un "dialogo concreto tra industria tecnologica e istituzioni artistiche", offrendo ai partecipanti la possibilità di analizzare le applicazioni creative della fotografia smartphone. Il programma si svilupperà attraverso diverse fasi operative, partendo da un periodo di pratica didattica previsto tra aprile e giugno 2026. Durante questa fase, 42 studenti utilizzeranno la tecnologia mobile in contesti reali, trasformando il dispositivo in un "mezzo di ricerca visiva e sperimentazione artistica". Le attività produrranno case study strutturati dove lo smartphone diventa parte integrante dell’esplorazione del linguaggio fotografico contemporaneo. Il percorso si concluderà con il realme Photography Contest, incentrato sul tema del ritratto, e con una mostra finale presso il Campo Boario di Roma, dove le opere selezionate saranno presentate al pubblico. L’Accademia di Belle Arti di Roma, istituzione con una tradizione risalente alla fine del Cinquecento, annovera tra i suoi ex studenti figure di rilievo come Tano Festa, Pino Pascali e Jannis Kounellis. Il progetto attuale è coordinato da un team di docenti composto da Ernani Paterra, Luca Valerio, Claudio Libero Pisano e Francesco Giovanetti, che guideranno gli studenti attraverso l'intera filiera produttiva, dalla fase concettuale alla curatela. Le fotografie realizzate entreranno a far parte dell’archivio iconografico dell’istituzione e saranno diffuse tramite i canali ufficiali. Secondo le linee programmatiche dell'iniziativa, l'impegno si focalizza sulla "democratizzazione degli strumenti creativi" per favorire l'incontro tra tecnologia, creatività e formazione.