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Reggiani sempre più indebitati: in 102 chiedono la “liberazione”. Ecco come funziona e chi la richiede

Ambra Prati
Reggiani sempre più indebitati: in 102 chiedono la “liberazione”. Ecco come funziona e chi la richiede

Si tratta di un servizio di consulenza legale che supporta chi vuole accedere ai diversi iter di esdebitamento. Ma l’iter è difficile: la percentuale di domande che vengono rinunciate si attesta sul 20%

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Reggio Emilia «Sono state 102 le domande pervenute nel corso del 2025 all’Occ. Il trend è in lieve aumento rispetto agli ultimi due anni (nel 2023 erano state 75) e siamo il secondo organismo degli avvocati nella Regione Emilia-Romagna per numero di domande presentate e per volume di debiti trattati». Così l’avvocato Maura Simonazzi, referente dell’Occ, fa il punto sull’organismo di composizione della crisi in seno all’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia. Si tratta di un servizio di consulenza legale che supporta chi vuole accedere ai diversi iter di esdebitamento, termine giuridico che indica la “liberazione” dai debiti residui. «I nostri principali utenti sono persone che attualmente hanno solo un lavoro dipendente con un reddito modesto. Le procedure sono state “familiari”, cioè presentate da marito e moglie: la percentuale riguarda uomini per circa il 70% e donne per il restante 30%», prosegue Simonazzi.



Sulle 102 richieste arrivate, la metà (52) è stata per procedure di “liquidazione controllata”, cioè quelle previste per ex imprenditori o ditte individuali con debiti dovuti all’attività d’impresa, nella maggior parte soprattutto con Agenzia Entrate Riscossione per tasse ed accessori non pagati e lievitati negli anni. Spesso si tratta di persone che ora hanno trovato lavoro come semplici dipendenti e che non possono nemmeno rateizzare cifre importanti, che spesso superano i 200-300mila euro».


Una ventina di procedure hanno riguardato le “Ristrutturazioni dei debiti dei consumatori”, cioè «di coloro che hanno accumulato debiti da finanziamenti personali, mutui per l’acquisto della casa poi non pagati e con la casa venduta all’asta, piccoli debiti di Imu, Tari ed affitto spesso con Acer». Soltanto 6 le procedure di “esdebitazione dell’incapiente”, vale a dire «procedimenti per l’estinzione dei debiti a soggetti che per l’esiguità del loro reddito e delle persone a carico (figli o persone disabili) non possono mettere nulla a disposizione dei creditori ma non hanno commesso atti di frode o non hanno richiesto finanziamenti senza poter pagare: in questi casi è previsto che il giudice conceda l’esdebitazione completa, ma si viene sottoposti a tre anni di verifica della situazione reddituale ed alla fine del periodo, se nulla è cambiato, i debiti vengono cancellati».



Solo una domanda è stata registrata l’anno scorso per l’accesso al “concordato minore”, per piccole imprese o professionisti in stato di sovraindebitamento che vogliono però proporre una ristrutturazione dei debiti. «È molto difficile sia proporre sia ottenere il provvedimento di omologa». La percentuale di domande che vengono rinunciate si attesta sul 20%. «I motivi spesso sono legato alla mancanza dei requisiti per accedere a queste procedure – prosegue l’avvocato Simonazzi – Ecco perché è fondamentale che prima di depositare la domanda si faccia un incontro allo Sportello Informativo che è gratuito ed è gestito da una trentina di avvocati». Sono stati oltre un centinaio, nel 2025, gli appuntamenti allo Sportello svolti dai gestori dell’Organismo per indirizzare le persone che chiedono informazioni. Lo Sportello funziona su prenotazione (telefono segreteria 0522-276351) ogni giovedì mattina nella sede dell’Ordine degli Avvocati in tribunale, non c’è nessun costo e possono accedere i cittadini sovraindebitati anche accompagnati da un loro legale di fiducia.  

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