Gazzetta di Reggio

La tragedia

Trovato morto in garage a 32 anni, inutile ogni tentativo di soccorso

Daniela Aliu
Trovato morto in garage a 32 anni, inutile ogni tentativo di soccorso

Campegine: si chiamava Marco Leone, a notare il corpo esanime un vicino di casa

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Campegine Un uomo di 32 anni, Marco Leone, è stato trovato morto domenica sera nel garage della sua abitazione, in via Falcone. Sulle cause del decesso sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri, intervenuti sul posto insieme ai mezzi di soccorso. L’allarme è stato lanciato poco prima delle 19 da una persona che ha notato il corpo dell’uomo riverso a terra all’interno del garage. In via Falcone sono arrivati l’ambulanza della Croce Bianca, l’auto infermieristica di Montecchio e l’automedica da Reggio, oltre a una pattuglia dell’Arma. Quando i sanitari sono arrivati, il 32enne era già a terra e non dava segni di vita.

I soccorritori hanno tentato a lungo di rianimarlo, con manovre salvavita andate avanti per oltre 40 minuti, ma senza esito. Il medico della medicina legale ha dunque accertato il decesso. La notizia si è diffusa rapidamente in paese. In via Falcone, a pochi passi dal centro di Campegine, per tutta la serata si è visto un continuo via vai di persone. Tra residenti e conoscenti, in molti si sono fermati nella zona, colpiti da quanto accaduto. Gli accertamenti sono ora affidati ai carabinieri, che mantengono aperte tutte le ipotesi.

Sul corpo non sarebbero stati riscontrati segni evidenti di violenza né tracce di sangue. Resta però da chiarire se, nelle ore precedenti al decesso, Leone fosse da solo nel garage oppure se ci fosse un’altra persona con lui. Secondo quanto riferito, a notare il corpo sarebbe stato un uomo che abita nella zona. I militari stanno inoltre esaminando gli oggetti trovati vicino al 32enne, insieme ai tabulati telefonici, per cercare di ricostruire con precisione le sue ultime ore. Elementi che potrebbero fornire indicazioni utili per fare luce sulla vicenda. La morte del giovane ha suscitato cordoglio nel quartiere e tra quanti lo conoscevano. Nelle ore precedenti al ritrovamento, sul suo profilo Facebook era comparsa una frase: «Chi ha sofferto ama in modo diverso». Un messaggio che ora viene guardato con attenzione anche nel tentativo di comprendere il contesto delle sue ultime ore.  © RIPRODUZIONE RISERVATA