«Io e il mio cane Kobe aggrediti da un pittbull». Si salvano entrando in un auto, ma entrambi restano feriti
Reggio Emilia: la denuncia di una 29enne a San Prospero Strinati. «Cosa sarebbe successo se ci fosse stato un bambino?»
Reggio Emilia «Stavo portando a spasso il mio cane Kobe quando ho visto in lontananza il pitbull del vicino di casa. Ho capito subito cosa stesse succedendo: è lì che è iniziato il nostro incubo». Inizia così il drammatico racconto di una donna di 29 anni, residente in un condominio di San Prospero Strinati insieme al compagno. Nel tardo pomeriggio di martedì, la giovane è stata aggredita dall’animale di un altro inquilino, solo perché aveva con sé il suo pinscher. Una vera e propria aggressione nel giardino condominiale che poteva avere effetti ben più gravi, non fosse stato per il tempestivo intervento dei vicini di casa che l’hanno fatta salire in auto. «Quel cane lo conosciamo, purtroppo – racconta la ragazza – anche perché pochi giorni fa si è scagliato contro una signora anziana che era a spasso col suo di cane, esattamente come me. Ecco perché, alle 18 di martedì, appena l’ho visto in lontananza, ho capito subito le sue intenzioni. Avevo messo la pettorina e il guinzaglio al mio cane per portarlo giù a fare i propri bisogni. Stavamo passeggiando quando il pitbull che peserà sui 30 chili e ci è corso velocissimamente incontro. Non ho fatto in tempo a realizzare del tutto che era già addosso a noi. D’istinto, ho preso in braccio il mio Kobe e l’ho protetto dalla feroce rabbia dell’animale che comunque non ci ha risparmiato».
Infatti, spiega la ragazza, «ci è saltato addosso e mi ha morsicato al braccio e sulle dita. L’obiettivo era Kobe ma anche me che lo difendevo. Io sono caduta e ho visto il volto del rabbioso animale vicino al mio. Io, però, non ho mai lasciato neanche per un istante il nostro amico a quattro zampe. L’abbiamo preso l’anno scorso dal canile di Arceto e teniamo tantissimo a lui. Purtroppo, in ogni caso, ha fatto molto male a me e anche a Kobe, che ha delle ferite nella zona del collo». La protagonista, suo malgrado, di questa triste storia, spiega di essere riuscita a mettersi in salvo, grazie all’intervento di altri residenti: «Ho urlato, ho attirato l’attenzione in ogni modo – prosegue – sino a che un paio di persone sono intervenute, aprendomi la portiera della loro auto. È lì che siamo scappati e ci siamo rifugiati. Ciò nonostante, il pitbull continuava a correre all’impazzata e restare nei paraggi della zona in cui era parcheggiata la macchina. Aveva capito che lì c’era il nostro pinscher e voleva scagliarsi su di lui».
La donna dice di non aver mai parlato col proprietario dell’animale, residente da qualche settimana nel condominio, arrivato dopo qualche minuto e impotente di fronte a quelle situazione: «Chiedeva agli stessi vicini che mi avevano salvato di bloccare il cane, ma quel compito toccava a lui, mi chiedo perché non fosse al guinzaglio», esclama. La donna ha chiamato la polizia, intervenuta sul posto per riportare in ordine la situazione. Sono stati attivati parallelamente anche i soccorsi, tanto è vero che la 29enne è stata portata in ambulanza al Pronto Soccorso, dove le sono stati dati sei punti di sutura, con prognosi di qualche giorno e medicazione quotidiane da effettuare a casa. Il pinscher, che pesa circa otto chili, ha effettuato una visita dal veterinario ma oltre ai danni fisici, sono quelli psicologici che preoccupano la giovane coppia: «Non l’abbiamo mai visto così tanto terrorizzato, ora è a casa ma non si muove dal suo angolino. Anche stamattina (ieri, ndr) la polizia è arrivata da noi ma lui è rimasto tutto mogio. In questi mesi aveva fatto dei passi da giganti, ora è come se fossimo ripartiti da capo». Racconta la 29enne che la storia ha scosso l’intero quartiere, tanto è vero che martedì si sono radunati col passare dei minuti circa 30-40 persone, preoccupate per l’accaduto. Oggi, tra l’altro, sarà sporta formale denuncia alla polizia. Secondo quanto raccolto, il pitbull sarebbe stato portato via dai servizi veterinari ma la 29enne si chiede: «Cosa sarebbe successo se al posto mio ci fossero stati un bambino o un anziano, soggetti più vulnerabili? Nel giardino condominiale spesso si pratica sport o si passeggia, non si può rischiare così. Io sono stata fortunata e voglio ringraziare i condomini, perché se non mi avesse sentito nessuno o se fosse successo in orario serale non penso sarei stata qua a raccontare questa vicenda; ne approfitto comunque anche per lanciare un appello ai proprietari di animali di grande taglia: tenete i vostri animali al guinzaglio in posti pubblici e, soprattutto, sensibilizzateli ed educateli». l © RIPRODUZIONE RISERVATA
